- Dove abiti ? …. a Bellaria
- Il lago della fornace
- Piazza Lenin a Bellaria !
- Pattinaggio e gimkana al Piazzale Kennedy
- La biblioteca oggi e nel 1933
- 1960 – Il Giro d'Italia a Bellaria Igea Marina
- Il museo di carta moneta alla Torre Saracena
- La Cagnona diventa Tre Ponti
- Bellaria, 1865: il Comune cerca una maestra
- Una sospetta giornata al mare a Bellaria – 19 luglio 1852
- In riva al mare, III B Carducci – Bellaria Igea Marina 1977
- Fake news del secolo scorso!
- L'antisbarco e l'ombrellone
- Bellariesi a New York, 1913
- Scene di vita quotidiana e contadina
- WhatsApp di una volta
- Il dottor Carbonetti, Bellaria 1906
- Nel paese di Bellaria c'è una torre campanaria (Renato Rascel)
Dove abiti ? …. a Bellaria
Alain Delon e Sonia Petrova in “La prima notte di quiete” di Valerio Zurlini, 1972.
Il lago della fornace
La foto in alto è della fine degli anni settanta: la fornace è ancora in funzione e … non c’è il lago. Al suo posto la cava per estrarre l’argilla e una abbondante vegetazione. La foto in basso è dei giorni nostri, la fornace un ricordo e … un grande lago, con più di 20.000 mq il bacino idrico più grande del Comune.


Piazza Lenin a Bellaria !
La Piazza di Bellaria ha avuto tante denominazioni: Piazza delle Erbe, della Fontana, del Mercato, piazza Centrale, Piazza Vittorio Emanuele III, Piazza della Costituente e oggi Piazza Matteotti … Piazza Lenin mancava.
Ho trovato questa denominazione in un progetto del marzo 1921 (conservato all’Archivio di Stato di Rimini) che riguardava la ristrutturazione dell’abitazione segnata in rosso che oggi è la sede della banca Unicredit (via Stazione è l’odierna via Paolo Guidi, sulla destra via Adriatico e il ponte della ferrovia).
Al momento non ho trovato un riscontro di questa denominazione nelle delibere comunali.
All’epoca la situazione era questa (vi ricordo che eravamo ancora sotto Rimini …): nelle elezioni del 1920 i socialisti ottengono 32 consiglieri su 40. Il più votato fra i socialisti è un bracciante di Bellaria: Ernesto Antolini che ottiene 4160 preferenze. Poi nel luglio del 1922 il sindaco Arturo Clari darà le dimissioni e nelle elezioni di novembre si presenteranno due liste, entrambe formate da iscritti o simpatizzanti del partito fascista. Incomincia un’altra storia … e la Piazza di Bellaria viene intitolata a Vittorio Emanuele III.
Un grazie a Giovanni Rimondini per l’informazione.



Pattinaggio e gimkana al Piazzale Kennedy
Piazzale Kennedy è oggi uno spazio anonimo tra i “lungomari” Colombo e Carrà, ma in passato … pista di pattinaggio (primi anni ’50) e gimkana con le Fiat 500 (fine anni ’50 fino a metà degli anni ’60), organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo.




La biblioteca oggi e nel 1933
La biblioteca comunale Panzini oggi e nel 1933 quando era la scuola comunale G. Pascoli.


1960 – Il Giro d’Italia a Bellaria Igea Marina
Nel Giro d’Italia del 1960, Bellaria Igea Marina fu protagonista assoluta nella giornata del 25 maggio, ospitando la partenza e l’arrivo della 7ª tappa, una brevissima cronometro individuale, e la partenza della successiva semitappa con arrivo a Forlì.
- La prima semitappa, una cronometro con partenza a Igea Marina ed arrivo a Bellaria di 5 km, fu vinta da Miguel Poblet che impiegò 6 minuti e 30 secondi per concludere la gara. Secondo fu Rik Van Looy e terzo Gastone Nencini.
- La seconda semitappa, 81 km con partenza da Bellaria e arrivo a Forlì, che prevedeva il superamento della salita di Rocca delle Caminate, fu vinta in volata da Rik Van Looy in 1h54’07”. Secondo arrivò André Darrigade e terzo Arrigo Padovan.
Qui potete vedere le immagini della tappa : Giro d’Italia 1960 – 25 maggio 1960
Il museo di carta moneta alla Torre Saracena
Verso il 1970 Ugo Graziani fece dono al comune di Bellaria Igea Marina di una vasta collezione di banconote provenienti da tutto il mondo.
Questa collezione venne esposta alla torre Saracena e, insieme alla raccolta di conchiglie, divenne parte dell’offerta culturale della città, come testimoniato anche dalla busta ufficiale del Comune.
La ricordo ancora nei primi anni duemila, poi è … sparita!
Sarebbe interessante scoprire dove sia finita questa collezione, la pagina Wikipedia del Comune ne fa ancora menzione
(Foto tratte dall’archivio della Biblioteca Gambalunga di Rimini)






La Cagnona diventa Tre Ponti

L’8 ottobre 1940 viene pubblicato in Gazzetta il Regio decreto che cambia il nome della Cagnona in Tre Ponti … e per farlo si smuovono Mussolini e il Re d’Italia !
Per chi vuole saperne di più su questa “curiosa” faccenda rimando all’articolo di Christan Corbelli “Quando la Cagnona cambiò nome”
Bellaria, 1865: il Comune cerca una maestra
Un raro documento conservato all’Archivio di Stato di Rimini ci porta nella Bellaria dell’Ottocento.
Il manifesto, datato 9 settembre 1865, annuncia l’apertura di un pubblico concorso per la nomina di una “Maestra Elementare delle fanciulle nella Borgata di Bellaria”.
A quel tempo Bellaria faceva ancora parte del Comune di Rimini e il documento testimonia l’esistenza di un’istruzione elementare femminile nella borgata.
Le aspiranti maestre dovevano presentare diversi documenti, tra cui la fede di nascita, il certificato di buona condotta e dello stato civile, la fedina criminale, un attestato medico e la “Patente di grado inferiore elementare”. Era inoltre previsto un esame davanti alla Commissione Municipale agli Studi.
Lo stipendio annuale stabilito per la maestra era di 319,60 lire, pagabili in rate mensili anticipate.
Il manifesto porta la firma del sindaco di Rimini cav. Pietro Fagnani e del segretario municipale capo Francesco Turchi.
Un piccolo documento amministrativo che ci permette di conoscere un aspetto della vita di Bellaria nel 1865, quando le testimonianze dirette sulla nostra borgata sono rare.

Una sospetta giornata al mare a Bellaria – 19 luglio 1852
Una giornata al mare che, agli occhi della Gendarmeria Pontificia, aveva inizialmente qualcosa di sospetto. Il 19 luglio 1852 il brigadiere A. Faetti si recò al “Casino” di Luigi Gori, sotto Bellaria, insieme al comandante del distaccamento locale Vito Magri. Temeva di trovare una riunione con possibili finalità politiche; trovò invece persone intente a mangiare e alcune a fare il bagno.
Tra i presenti c’era anche Giovanni Pascoli senior, amministratore dei beni del Duca Torlonia e e zio di Ruggero Pascoli, il padre del futuro poeta Giovanni Pascoli.
Il rapporto diventa così una curiosa e preziosa testimonianza di una giornata estiva a Bellaria nella metà dell’Ottocento.
Savignano 19 Luglio 1852
All’Ill.mo ed Ecc.mo Signore, Sig. Governatore di Savignano
Gendarmeria Pontificia – Comando della Brigata di Savignano N. 324
Ill.mo Signore
In risultato di Concerti tenuti da me scrivente Brigadiere colla S.V. Ill.ma ed Ecc.ma rapporto alle riunioni, che si effettuano nel Casino sotto Bellaria, vicino alla Marina, di proprietà del Sig. Luigi Gori di Savignano stante la di Lei assenza non l’ho riscontrata anzi tempo, mentre ho l’onore di farle conoscere, che personalmente mi sono recato in quel luogo, in unione del Sig. Brigadiere a piedi Magri Vito Comandante il Distaccamento di Bellaria, colla scusa di andarci a bagnare a marina, ed abbiamo trovato, che vi era allestito ivi un piccolo Pranzo, preparato per gl’Individui che qui appresso le nomino: cioè sono il Sigg. Luigi Gori, e sua moglie – Giovanni Pascoli Ministro del Duca di Torlonia, colla di lui moglie e figlio – Federico Montanari nepote di Gori colla moglie – Luigi Amadori Tintore – Eugenio Antionioli Veterinario – e Daciano Giorgetti colla di Lui moglie, riuniti colà, per il puro scopo di stare allegramente e di fare dei bagni nella vicina marina, nel tempo stesso che il detto Sig. Gori faceva falciare un prato lungo la riva del Mare; che anzi nella stessa sua i Falciatori mangiarono, e bevvero anch’Essi nel medesimo Casino.
Nulla di sinistro, massima contro il Governo Pont. ho potuto scorgere, tanto vero che, le Persone ivi accorse non sono pregiudicate in Linea Politica “per quanto a me costa” e se le loro mire fossero state tendenti a fini indiretti, non avrebbero certamente condotto seco loro le mogli, perciò ho potuto arguire essere cattiverie di chi ha reclamato contro il predetto Sig. Gori il quale in tutti i tempi è stato moderato, ed intento sempre ai suoi interessi.
Tanto depongo alla S.V. Ill.ma ed Ecc.ma per la pura verità costante in via di fatto, e per quanto la mia tenue scaltrezza, ed istituto mi ha potuto suggerire, mentre pieno di stima, e profondo rispetto ho l’onore di sotto segnarmi.
Della S.V. Ill.ma ed Ecc.ma
Il Comandante di Brigata
A. Faetti
fonte:
Rapporto di una sospetta merenda marina – Lettera del Comandante della Brigata di Savignano al Governatore, il 19 luglio 1852.
Forlì, Archivio di Stato, Legazione Pontificia, Atti Riservati – in Romagna Arte e Storia – 28/1990 p. 124-125 a cura di Arturo Menghi Sartorio
In riva al mare, III B Carducci – Bellaria Igea Marina 1977
Nel 1977 gli alunni della III B della scuola Carducci raccontano la loro Bellaria Igea Marina.
Uno sguardo autentico sulla città di quegli anni, visto con gli occhi dei bambini.
Un progetto della maestra Maria Teresa Neri.
Fake news del secolo scorso!


Una fake news del secolo scorso: con un abile fotomontaggio scompare il Grand Hotel! … e le persone sedute sulla piattaforma di Rimini si ritrovano a Bellaria !
L’antisbarco e l’ombrellone

Una giornata d’estate alla fine degli anni quaranta … e sulla terrazza del vecchio hotel Milano una delle strutture in cemento armato che i tedeschi costruirono sulla spiaggia per fronteggiare un’eventuale sbarco degli alleati diventa un porta ombrellone ![]()
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… sulla spiaggia si vedono ancora gli altri blocchi.
Bellariesi a New York, 1913

Più di un secolo fa …
Tra le tante persone che partono da Genova il 28 aprile 1913 e il 15 maggio arrivano a Ellis Island, New York City, ci sono anche cinque bellariesi, in cerca di un futuro migliore:
Martino Barberini 18 anni
Pietro Lazzarini 21 anni
Eugenio Sberlati 29 anni
Luigi Foschi 29 anni
Agostino Foschi 27 anni
Scene di vita quotidiana e contadina
Atrio Scuole Medie “A. Panzini, Via Nicolò Zeno, 21 – Bellaria Igea Marina
Scene di vita quotidiana e contadina è l’opera vincitrice del concorso indetto dal Comune di Bellaria Igea Marina nel 1975 per la realizzazione di un’opera d’arte da posizionare nell’atrio delle scuole medie Panzini.
Il bando recitava: “l’opera d’arte […] consiste nell’esecuzione di un pannello in rilievo, in ceramica policroma, o altro materiale, con libera scelta per l’artista delle dimensioni di mq. 30 circa da collocarsi sulla parete grande dell’atrio principale della scuola. Il soggetto che l’opera deve esprimere e sottolineare sarà il seguente: “L’importanza e la funzione della scuola nei riflessi della formazione individuale e del progresso sociale”.
Il vincitore è l’artista Eustacchio Errani. L’opera è censita nel Catalogo generale dei Beni Culturali
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ibc/IT-ER-X100RN01/HistoricOrArtisticProperty/125066

WhatsApp di una volta
I WhatsApp di una volta …
telegramma Addis Abeba – Bellaria 1936

Il dottor Carbonetti, Bellaria 1906

L’annuncio pubblicitario del dottor Alfredo Carbonetti pubblicato su “Il Gazzettino Verde” (anno 1 – num. 2) del 1 luglio 1906.
Il dottore apriva il suo ambulatorio a Bellaria da luglio a settembre, notevoli gli orari dalle 6 alle 8 di mattina e reperibilità dalle 17 per tutta la notte …
Nel paese di Bellaria c’è una torre campanaria (Renato Rascel)
In una filastrocca recitata da Renato Rascel compare il paese di Bellaria …
Il 45 giri è del 1970, aveva come brano principale “Bambina dagli occhi neri” e il lato “B” si intitolava “Renatino e la Coscienza” che contiene la parte con Bellaria.
La filastrocca potete ascoltarla qui , la parte di Bellaria è al minuto 3:10
Tra un sorriso e uno sbadiglio non ci colgo e non ci piglio.
Come avviene non so mai mi ritrovo in mezzo ai guai.
Nel paese di Bellaria c’è una torre campanaria.
Una bella mattinata quella torre si è inclinata.
Tutto il popolo sgomento si rivolse al parlamento.
Dopo un anno giroposta è arrivata la risposta.
“Il Torrione restaurato sarà a spese dello stato.”
Quando giunse l’ingegnere per aprire il suo cantiere
Cercò invano per Bellaria quella torre campanaria.
Ci restò così sgomento che riscrisse al parlamento.
Dopo un anno giroposta è arrivata la risposta.
Se la torre non c’è più vorrà dir che cadde giù
Di novembre verso l’otto s’è incrinato l’acquedotto
Si provvide in un momento informando il parlamento
Dopo un anno a giroposta è arrivata la risposta.
Se non butta l’acquedotto vorrà dire che s’è rotto.
Maschi, donne, bimbi e prete si lamentan per la sete.
Fu provvisto in un momento informando il parlamento.
Dopo un anno a giroposta è arrivata la risposta.
A Bellaria e lì vicino per lavarvi usate il vino!
Il consiglio comunale si riunì nelle sue sale
E decise con ragione d’appoggiare la regione.
Fu così che il giorno sette di votar si convenette.
Ma io sono pigro e lento facilmente m’addormento
Tra un sorriso e uno sbadiglio non ci colgo e non ci piglio.
E al mattino ridestato mi trovai bell’e inguaiato.
Senti un poco amico mio oggi qui comando io
Niente sonno niente sieste io ti aggiusto per le feste
Ed in fine di giornata devi andare all’adunata.
Gesù mio che confusione ch’è successo alla regione?
Tu ti sei appisolato solo noi abbiam votato
Mamma mamma ch’è successo son davvero tanto fesso?
Mentre m’ero addormentato sono stato buggerato.
Tra un sorriso e uno sbadiglio non ci colgo e non ci piglio.
Come avviene non so mai mi ritrovo in mezzo ai guai.
Mi rigiro dentro il letto e mi sento il cuore stretto.
Finalmente risvegliato è quell’incubo passato.
Preso già la decisione di votar per la regione.
Proprio come si conviene voterò, voterò bene!
La scoperta di questa filastrocca la devo a Luigi Morielli e al suo blog http://monzitrek.blogspot.com
Note


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