Storie Bellariesi

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L’amore per la buona tavola di Giovanni Pascoli è cosa nota, così come le sue frequenti soste all’osteria “Magnul”, nella borgata vecchia di Bellaria, dove si dice amasse gustare il pesce fresco, accompagnato da chiacchiere e buon vino.

IL 29 luglio del 1927 Giulio Tognacci, già sindaco di San Mauro e amico del poeta, autore del libro Ricordi Pascoliani che racchiude documenti e aneddoti sulla sua vita, pubblica un articolo su Il Resto del Carlino dove racconta di una giornata trascorsa a Bellaria con Giovanni Pascoli.

Giovanni Pascoli e Bellaria (estratto)

Ricordo, (ero fanciullo allora), quel giorno a Bellaria, dell’ottobre 1895.

Zvanin era a San Mauro; con Piroz, col fratellevole Rico, Dico, Celso, Zacheri ed altri si recò a Bellaria. Non mancava Pugnena (l’uomo del nido di farlotti), l’astuto Acidei che conservò sul cuore la lettera più sacra della vita.

Nella trattoria ad Magnul, che sapeva magnificamente combattere l’asprezza dell’arietta marina con ottime paste asciutte, e pesce ben cucinato, e vino frizzante, ebbe luogo un banchetto dove regnò l’allegria più schietta.

Alla fine Pietro Guidi, il diplomatico dal gesto angelare e dall’indecifrabile sorriso, brindò alla salute del Poeta e gli ricordò tutto l’affetto del paese nativo che lo seguiva trepido nell’aspro ascendere sulla via irradiata di Bene e Gloria, e levato di tasca lesse un telegramma del Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, che annunziava al Sindaco di San Mauro, ing. Cav. Leopoldo Tosi, la nomina del Pascoli a professore di grammatica greca e latina nell’Università di Bologna. Col telegramma il Tosi aveva mandato ai banchettanti dodici bottiglie di Champagne ed il pranzo fu coronato da un secco scoppio di mortaretti.

(…)

In breve la strada laterale alla trattoria ed il cortile si riempirono di buoni Bellariesi, acclamanti a Giovannino, ed egli versava ed offriva loro dai verdi boccali colmi di frizzante sangiovese, e per tutti aveva una dolce parola, un largo sorriso. C’era anche Schiuma, l’ardito pescatore con gli occhi di cielo disfidanti il mare muto dell’aurora, ilare nelle solenni allegrie. Dopo il banchetto una lunga passeggiata in riva al mare …


Chi vuole leggere l’articolo integrale lo trova qui

L’articolo è conservato presso “L’archivio e la casa di Giovanni e Maria Pascoli a Castelvecchio” – Segnatura: P.6.1.77

https://www.pascoli.archivi.beniculturali.it – (Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana)


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