Storie Bellariesi

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A Rimini nel 1873 inaugura il nuovo stabilimento balneare ideato da Paolo Mantegazza: il Kursaal, la piattaforma sul mare e la capannina cinese sono i suoi elementi caratteristici. L’idea rivoluzionaria fu il passaggio da una “balnearità curativa” ad una “balnearità ricreativa”, pensata non solo per il corpo ma anche per lo spirito.

In questa visione di un turismo balneare orientato al benessere totale – una spiaggia non più, o per lo meno non solo, “curativa” – si inserisce l’idea della piattaforma.

Uno spazio suggestivo, un’isola in mezzo al mare, con al centro una grande cupola ornata da tendaggi colorati, dove conversare sorseggiando il té e ascoltare musica; ai lati i camerini, rigorosamente divisi tra maschi e femmine, da cui scendere direttamente in mare.

Piattaforma Italia

Anche a Bellaria si costruì una piattaforma su palafitte che ricordava, in piccolo, quella di Rimini. Si chiamava Italia e si trovava alla Cagnona, in fondo all’odierna omonima via Italia. Davanti alla piattaforma si trovava una grande rotonda, dove i signori potevano arrivare direttamente con le loro carrozze. Da lì si scendeva una scalinata e una passerella conduceva alla piattaforma. Al suo interno c’era un bar con pista da ballo, dove si organizzavano grandi veglioni in un’atmosfera particolarmente suggestiva.

In questo video amatoriale degli anni Trenta, sullo sfondo si intravede la piattaforma Italia.


Norge

Nel 1926 venne costruita la piattaforma del bar Norge.

Si trovava in fondo all’odierna via Adriatico, all’interno di uno stabilimento costruito da Michele Petrucci e Catullo Valentini. Uno stabilimento all’avanguardia, che oltre i servizi di spiaggia offriva ristorazione e intrattenimento.

Al bar Norge si esibisce nel 1927 un giovane Secondo Casadei insieme al suo gruppo denominato “Jazz”, offrendo ai frequentatori della piattaforma le prime note di quello stile musicale che diventerà poi celebre in tutta la Romagna. Nel 1932, secondo quanto riportato da Mario Foschi in “Memorie” (p. 50), il Duce fece sosta al Norge per un bagno in compagnia del figlio Vittorio (informazione probabilmente errata, non confermata da altre fonti).

Nelle foto seguenti potete vedere il permesso del 1921 rilasciato per: “la costruzione di un pontile in legno, ad uso ritrovo, sulla spiaggia di Bellaria di fronte alla strada Brighi al mare (oggi via Adriatico)”. E’ la piattaforma Norge (©Archivio di Stato di Rimini)

Le palafitte in mare, essendo costruite su pali di legno, richiedevano molta manutenzione e venivano smontate in ottobre per essere ricostruite l’anno successivo.

La piattaforma Norge fu spazzata via da una mareggiata nel 1929 (notizia da confermare).

Piattaforme degli anni sessanta

Volendo, possiamo includere anche questa tra le piattaforme: si tratta del trampolino che si trovava al largo di Bellaria, utilizzato per i tuffi. La foto, scattata negli anni ’70, è di Foto Pino (cortesia di Andrea Menghi).


Una fake news del secolo scorso: con un abile fotomontaggio la piattaforma di Rimini si sposta a Bellaria !

Le piattaforme balneari di Bellaria‑Igea Marina raccontano di un’epoca in cui il turismo cominciava a trasformarsi, dalla balneazione curativa a spazi di socialità, musica e intrattenimento. Oggi queste palafitte non esistono più, ma il loro ricordo ci permette di comprendere come la Riviera Romagnola abbia costruito, passo dopo passo, la propria identità turistica.



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