Storie Bellariesi

Cose accadute a Bellaria Igea Marina

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Da sempre cuore pulsante di Bellaria Igea Marina, Viale Paolo Guidi è luogo di commercio e di cultura, di animate passeggiate estive e socialità invernale. Dal 1986, con la pedonalizzazione e il nuovo arredo urbano, il viale è parte della zona conosciuta come l“Isola dei Platani”.

In questo articolo voglio ricordare la persona a cui il viale è intitolato: Paolo Guidi, giovane soldato morto in guerra a soli 23 anni.

La storia di Paolo Guidi

Paolo Guidi nacque il 2 settembre 1893 a San Mauro di Romagna, figlio unico di Ricci Eurasia e Pietro Guidi1.

Dopo aver frequentato le scuole elementari nel suo paese, proseguì gli studi tecnici prima a Savignano e poi a Rimini. Successivamente si iscrisse all’Istituto Nautico di Rimini, coltivando il sogno di diventare capitano di lungo corso.

Il progetto, però, fu interrotto dal richiamo alle armi.

I primi mesi nell’esercito li trascorse, come soldato semplice, spostandosi in diversi paesi della Romagna. Poi il 19 maggio del 1915 partì col suo reggimento per il confine orientale.

Pochi giorni dopo, il 24 maggio, l’Italia entrò ufficialmente in guerra, e già il 31 maggio Paolo Guidi fu promosso caporale. Nel luglio dello stesso anno prese parte al passaggio dell’Isonzo e alla battaglia di Globna, segnando l’inizio della sua esperienza al fronte.

A settembre è protagonista nella battaglia di Dolie (Vodil) per il valore dimostrato riceve la medaglia di bronzo al valor militare.

Il 25 settembre 1915 Paolo Guidi è promosso sottotenente.

Poco dopo, il 21 ottobre 1915, durante la battaglia del Trincerone sul monte Mrzli, rimane ferito.

Segue un lungo periodo di cure: trascorre diversi mesi in ospedale e soltanto il 21 gennaio 1916 può essere dimesso. Rientrato a casa, passa a Bellaria circa due mesi di convalescenza, prima di riprendere servizi


In cura all’ospedale da campo, invia questa poesia alla cugina Zaira

Cara Zaira
E pruverbi e dis – L’andeva mei quand
l’andeva pezz. Me a degh, l’andeva pezz quand
l’andeva mei. Quand ca s’era sla linea de
fugh a santiva agl’osci rotti: ades a stagh
comé un pepa, a magn a begh e an faz nient.
Soul an vegh l’oura d’avsinem un po’ d’più. A
jo una voja da vdai la mi tera, t’an pu craid.
La mi Romagna quant la è bela! Da quà pù!
Un abbraz ma te e ma la tu mama. E tu Pavlet.
Cara Zaira
Il proverbio dice - Andava meglio quando
andava peggio. Io dico, andava peggio quando
andava meglio. Quando ero sulla linea del
fuoco sentivo le ossa rotte: adesso sto
come un papa, mangio, bevo e non faccio niente.
Solo non vedo l'ora di avvicinarmi un po' di più.
Ho una voglia di vedere la mia terra, che non puoi credere.
La mia Romagna quanto è bella! Da qua poi!
Un abbraccio a te e alla tua mamma. Il tuo Pavlet

Dopo il periodo di convalescenza, Paolo Guidi tornò in servizio il 23 marzo 1916, assegnato al deposito di Genova.
Pochi mesi dopo, il 25 giugno, fu nuovamente mandato al fronte, questa volta a Campomulo, sull’altopiano di Asiago.

Il 14 settembre 1916, durante i combattimenti sul Carso (Quota 208 Nord, nei pressi di Oppacchiasella), venne gravemente ferito e fatto prigioniero dagli austriaci. Trasferito all’ospedale di Lubiana, si spense pochi giorni più tardi, il 21 settembre 1916, a soli 23 anni.

L’opuscolo alla memoria

Un anno dopo la sua morte fu pubblicato l’opuscolo “Per l’anniversario della morte di Paolo Guidi sottotenente nel 90. reggimento fanteria : 21 settembre 1916” che raccoglie lettere e disegni da lui indirizzati a genitori e amici: pagine semplici e intense, capaci di far emergere il suo carattere, i suoi valori e la sua visione del mondo.

17 marzo 1928: nasce il Viale Paolo Guidi

Tre anni dopo la fine della guerra, nel 1919, a Bellaria erano in corso i lavori per realizzare una nuova strada che collegasse la piazza centrale alla stazione ferroviaria. Fu in quell’occasione che Pietro Guidi, padre di Paolo, propose all’amministrazione comunale di farsi carico delle spese per piantare una doppia fila di platani lungo la via, chiedendo in cambio che fosse intitolata al figlio caduto in guerra.

La proposta venne accolta e, il 17 marzo 1928, il viale prese ufficialmente il nome di Paolo Guidi

Notizie tratte da:

Paolo Guidi eroe sconosciuto, Mario Foschi e Arnaldo Gobbi, 2003.


Note

  1. Pietro Guidi, segretario comunale di San Mauro, fu amico di Giovanni Pascoli che lo soprannominava affettuosamente “Pirozz”. In questo articolo il ricordo di un pranzo che fecero alla trattoria Magnul a Bellaria : https://www.claudiopasolini.it/giovanni-pascoli-a-bellaria-1895/ ↩︎


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