L’avventura dell’Abbazia di Donegaglia dura poco tempo, circa cinquanta anni. Ma è importante per il nostro paese perché di quel periodo abbiamo pochissime testimonianze. E i pochi resti dell’edificio giunti sino ai giorni nostri sono una delle più antiche testimonianze del nostro territorio di cui abbiamo una datazione certa.
Siamo agli inizi del 1200, un gruppo di uomini decisi a condurre una vita ascetica costruiscono una chiesa dedicata a Santa Maria ed un piccolo monastero in prossimità del fiume Uso nella zona di Donegaglia sottoposta alla pieve di Bordonchio che dista 2 chilometri.

Ma nel 1252 la comunità chiede al Vescovo di Rimini, Giacomo, di poter trasferire la chiesa e il monastero in un luogo chiamato “Limata o Limara”, nella parrocchia di Santa Giustina, su un terreno donato alla comunità dalla signora Alziana Rainero. La richiesta di trasferimento è motivata dal fatto che ritengono la zona di Donegaglia malsana, troppo distante dalla città e con pericolo di saccheggio da parte dei banditi.
Ma anche il nuovo insediamento non si rivela propizio e il 13 febbraio 1257 Guido, Priore di Donegaglia, presenta istanza al Legato del Papa in Romagna per poter unire il proprio monastero alla comunità dell’Ospitale e Convento di S. Spirito di Rimini accettandone la stessa vita e regolare osservanza.
Ma la storia della tenuta di Donegaglia continua: dal 1429 passa, per lascito di Carlo Malatesta, al monastero olivetano di S. Maria Annunciata Nuova di Scolca di Rimini.
Nella tenuta di Donegaglia si costruiranno una fornace, un importante vigneto, un mulino, rimanendo attiva la funzionalità della chiesa.
Del complesso sacrale oggi non rimane più nulla se non tratti murari inglobati in edifici di recente costruzione. Lo si può raggiungere in bicicletta con un piccola deviazione dalla ciclabile che unisce Bellaria a villa Torlonia lungo il fiume Uso oppure percorrendo via Donegallia, una bella via di campagna.
Il termine Donegaglia ( lo troviamo scritto anche: Donegalia, Donegallia, Donigalie) deriva da “Dominicalia” casa padronale di campagna a volte fortificata con fossa e siepi di difesa.



Donegaglia si trova a pochi metri dalla pista ciclopedonale dell’Uso (percorso 053), ma non è segnalata … trovate dei riferimenti a “ponte Donegaglia” un guado che si trova ad un centinaio di metri.
Vero che non c’è niente da vedere, e l’abitazione che ne conserva i pochi resti è privata, ma visto che si tratta di una Abbazia del 1200 forse un cenno lo si poteva anche fare …

Cose successe all’Abbazia di Donegaglia
1200 circa
Fondazione dell’Abbazia di Donegaglia
1228 (… o 1227)
Rodofino Boccossi di S. Arcangelo dona al sacerdote Uberto, Priore di Donegaglia, tre tornature di terra con una selva. Questa è la prima attestazione dell’Abbazia di Donegaglia (nel documento la troviamo scritta”Donigalie”)
1234
Il Priore compra un pezzo di vigna nel territorio di Cesena dalla Sig. Donnina, moglie di Giovanni Pietro Bianchi.
1239
Bonaventura vende a D. Benvenuto, sacerdote di Donegaglia, dei beni nella Pieve di Bordonchio, entro i cui limiti resta Donegaglia.
1252
La comunità religiosa si trasferisce da Donegaglia in una zona detta “Limata o Limara”nella parrocchia di Santa Giustina.
30 luglio 1252
In una breve di Papa Innocenzo IV i religiosi di S. M. di Limara sono detti «Ordinis S. Augustini».
13 febbraio 1257
Guido, Priore di Donegaglia, presenta istanza al Legato del Papa in Romagna per poter unire il proprio monastero alla comunità dell’Ospitale e Convento di S. Spirito.
1371
Donigaglia, tenuta con vecchio casale situata alla destra dell’Uso in comune di Rimini, 2 chilometri a sud di Bordonchio, 3 focolari. (da La Romagna. Geografia e storia per l’ing. Emilio Rosetti)
14 settembre 1429
Con un codicillo aggiunto al suo testamento Carlo Malatesta dona agli Olivetani di Scolca i beni da lui posseduti in Donegaglia.
[…] Item reliquit et legavit dictae ecclesiae possessionem sitam Donegagliae tam ultra flumen Lusii quam extra cum omnibus domibus et ummunitatibus quas laboratores habere consueverunt diebus suis, insuper cum bobus, si quos ibi habet prestantias laboratorum […].
trad.: Lasciò inoltre in eredità i beni della detta chiesa situata in Donegaglia, sia oltre il fiume Uso che oltre, con tutte le case e i beni comuni che i lavoratori erano soliti avere ai loro tempi, oltre ai buoi, se ne aveva lì per il vantaggio dei lavoratori.
21 febbraio 1430
Galeotto Roberto Malatesta, successore di Carlo, da mandato di assegnare al monastero di Scolca i beni di Donegaglia lasciati per testamento da Carlo Malatesta.
1506
Si costruisce a Donegaglia la fornace.
A mastro Bernardo di Pavia abitante in Savignano vengono assegnati 2 tornature di terra per costruirci una fornace col patto di contribuire per affitto annualmente 1000 pietre cotte e col patto che il monastero di Scolca paghi le altre pietre 3 lire il 1000, le tavelle un ducato al 1000 e i coppi a lire 6 il 1000 e la calcina a soldi 17 e mezzo lo staro.
Nel 1510 la fornace di Donegaglia risulta di proprietà del monastero di Scolca.
1520
Sembra fatta la Terrazza “famosa” di Donegaglia presso la casa, trovandosi nel libro delle spese grandi partite di taglioli (piantine di vite) comperati fino a 1000 per volta per la vigna nuova di Donegaglia; si avverte per altro ch’essa arrivava sino al pozzo in faccia al casetto. Evidentemente la produzione di vino era una attività importante.
1530 (da incerta)
Il monastero di Scolca costruisce una nuova casa Donegaglia, detta il Molazzo perché sorge dove una volta c’era un mulino di grano perdutosi per i danni causati dalle acque del fiume Uso.
1563
I contadini di Donegaglia erano bolognesi; furono pertanto qua chiamati a stanziare con le famiglie loro: a dimostrazione della poca gente allora nel nostro territorio.
1600
Risulta la spesa di scudi 9 e mezzo spesi in 19 stara di gesso per fare la chiesa di Donegaglia.
2 marzo 1602
Il contadino della Colombarena a Donegaglia fu condannato a pagare cinque pecore uccise dal lupo per la sua negligenza.
6 settembre 1625
A cause delle forti piogge e dell’esondazione del fiume Uso o della fossa del mulino si hanno gravi danni alla cantina di Donegaglia.
1681
Nel 1681 Domenico Fassi di Rimini era Abadiante a Donegaglia e aveva nei poderi tutte bestie sue. Venne a morire ed i Cellerari degli Spogli inventariarono e vendettero a nome della Camera tutte le bestie onde al Monastero toccò spendere scudi 227,55 per la provvista di altre per fare i lavori necessari.
1714
Venne interamente divelta la selva.
23 settembre 1753
“Cadde a Donegaglia in tempo ch’era a raccogliersi l’uva la grandine della grossezza di uova di gallina, la quale non danneggiò noi nè rovinò l’uva, ma ai vicini ammazzò persino dei vitelli e qualche puledro cavallino. Si pensò per effetto della devozione annua del monastero di far celebrare a preservazione di tali disgrazie ogni anno 9 messe a 9 Cori Angelici”
Per chi vuole approfondire
Memorie monastero olivetano S. Maria Annunciata Nuova di Scolca (Rimini), Martinelli Giacinto, Rodengo, 1986. Lo trovate all’archivio di Stato di Rimini.
Le signorie dei Malatesti, atti giornata di studi malatestiani a Santa Maria di Scolca n. 6 – Bruno Ghigi editore, Rimini 1990.


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