L’estate del 1945, a guerra appena conclusa, riservò a Bellaria un episodio singolare e poco conosciuto.
Il 26 luglio 1945, nel campo di prigionia 5d all’interno dell’ Enklave Rimini-Bellaria, venne inaugurata l’Università di Bellaria, ribattezzata “Alma Mater Bellariensis”.
L’iniziativa, fortemente voluta dagli ufficiali tedeschi internati, fu organizzata sotto la guida di Erich Schwinge e Kurt Wilhelm Kaestner, entrambi già professori universitari a Vienna e Berlino.

Il sigillo ALMA MATER BELLARIESIS è un elemento sorprendente. Evoca la tradizione universitaria medievale, come se Bellaria fosse improvvisamente diventata una piccola Bologna o Heidelberg. È un gesto identitario: creare un’istituzione “alta” in un luogo di transito, quasi a proteggere la dignità culturale di uomini appena usciti da una catastrofe storica e rinchiusi in un campo di prigionia.
La cerimonia di apertura
Il programma della cerimonia inaugurale dell’ Alma Mater Bellariensis, svoltasi il 26 luglio 1945 nel campo ufficiali dell’Enklave Rimini-Bellaria, rivela un elemento particolarmente significativo: la forte impronta culturale e simbolica dell’evento.
Le musiche di Georg Friedrich Händel, Ludwig van Beethoven e Wolfgang Amadeus Mozart non furono una scelta casuale. Si trattava di autori centrali nella tradizione musicale dell’area germanica e austro-tedesca, espressione di un patrimonio culturale che gli ufficiali internati intendevano rivendicare come parte della propria identità nazionale e intellettuale.

La traduzione:
QUARTIER GENERALE TEDESCO DI BELLARIA
Invito alla cerimonia di inaugurazione della ALMA MATER BELLARIENSIS
il 26 luglio 1945 alle ore 9.30 del mattino presso il campo ufficiali
PROGRAMMA
- G. F. Händel: Allegro dalla Sonata per violino in Re maggiore
- Discorso del generale comandante del Quartier Generale tedesco di Bellaria, Tenente Generale Dr. Polack. Presa in consegna dell’Università da parte del capo dell’amministrazione del campo ufficiali, Maggior Generale Steinmetz
- L. van Beethoven: Romanza in Fa maggiore per violino e orchestra
- Discorso del giudice capo di stato maggiore, Professore Dr. Erich Schwinge: «Sulla scienza tedesca»
- W. A. Mozart: Sonata in Re maggiore
L’intera cerimonia appare non solo come l’avvio di un’attività didattica, ma come un gesto simbolico: trasformare un campo di prigionia in uno spazio di produzione culturale, nel tentativo di preservare dignità, identità e continuità intellettuale in un momento storico di profonda frattura.
I corsi universitari
Molti i corsi offerti divisi in una facoltà di Filosofia, con una sezione di materie umanistiche e di scienze naturali, e una facoltà di Giurisprudenza.
Gli insegnanti furono più di 80, mentre gli studenti arrivarono a 2.280. Numeri che oggi colpiscono e aiutano a comprendere le reali dimensioni del campo di prigionia conosciuto come Enklave Rimini-Bellaria.
Ecco l’elenco completo dei corsi avviati 1:


FACOLTÀ DI FILOSOFIA
Dipartimento di materie umanistiche
FILOSOFIA:
- Prof. Beutler: Storia della filosofia antica;
- Prof. Weiland, Introduzione alla psicologia
FILOLOGIA ANTICA:
- Prof. Wickert, Storia della cultura antica;
- Prof. Beutler: Virgilio; Esercizi di stile greco;
- Prof. Strohm: Tragedia greca (con letture del testo)
FILOLOGIA MODERNA:
- Germanistica: Prof. Kracher, Grammatica storica, Epica; Prof. Grunter, Introduzione allo studio della germanistica.
- Romanistica: Prof. Rech, Letteratura francese medievale, Fonetica francese.
- Anglistica: Prof. Viebrock, Seminario sui problemi sintattici e stilistici. Proseminario per l’inglese medievale.
- Slavistica: Prof. Bittner, Introduzione alla storia della letteratura russa; Corso di lingua russa; Corso di lingua ceca; Esercizi sul bulgaro antico.
MATERIE STORICHE:
- Storia antica: Prof. Wickert, Storia dell’età imperiale romana.
- Storia medievale: Prof. Spoerl, Storia dell’impero dell’alto medioevo, Proseminario storico.
- Storia dell’arte: Prof. Wilhelm-Kastner, Architettura medievale; Prof. Paetz, Introduzione alla storia dell’arte italiana; Prof. Von Reitzenstein, Tutela dei monumenti e catalogazione nella storia dell’arte; Prof. Helm, Introduzione alla museologia e iconografia.
- Scienze musicali: Prof. Reichert, Storia della musica del Medioevo e del Rinascimento, Introduzione alle scienze musicali.
- Arti figurative: Lettore Barz, Disegno e pittura dal vero; Tecniche grafiche.
Dipartimento di scienze naturali
- Matematica: Prof. Defant, Algebra; Calcolo dei differenziali e degli integrali; Prof. Koch, Calcolo dei differenziali e degli integrali; Prof. Nothdurft, Introduzione alla matematica specialistica (per gli ingegneri).
- Geografia: Prof. Gley, Zone agricole della terra; Prof. Schüttler, Introduzione alla geografia generale; Prof. Fochle-Hauke, Geografia dei paesi dell’estremo oriente.
- Botanica: Prof. Brandenburg, Botanica generale.
- Zoologia: Prof. Schmidt, Zoologia generale.
- Chimica: Prof. Schoene, Chimica inorganica generale; Prof. Datow, Chimica organica generale.
- Geologia: Prof. Seidel, Geologia generale.
- Meteorologia: Prof. Defant, Meteorologia generale.
FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA
Prof. Wieacker e Prof. von Schwind, Introduzione alla giurisprudenza
- Diritto Romano Prof. Schwinge, Diritto penale; Parti; Prof. Ditze, Elementi di diritto tributario; Prof. Lohmann, Diritto pubblico
- (Per i progrediti) Prof. Vogel, Esercizi sulla parte generale e del diritto tributario del codice civile Prof. Ditze, Esercizi di diritto commerciale e dei cambi
Il piano degli studi dell’“Alma Mater Bellariensis” rivela un impianto sorprendentemente organico, modellato con chiarezza sul sistema universitario tedesco tradizionale. Non si trattava di semplici conferenze improvvisate per occupare il tempo della prigionia, ma di una vera e propria riproduzione in miniatura di una università continentale, articolata in facoltà, dipartimenti e corsi specialistici.
La Facoltà di Filosofia occupa una posizione dominante. L’insistenza sulla filosofia antica, sulla filologia classica, sulla tragedia greca, su Virgilio e sulla cultura romana imperiale indica un forte ancoraggio alla tradizione umanistica europea. La filologia, disciplina centrale nell’università tedesca tra XIX e XX secolo, appare qui come uno strumento di continuità scientifica. Lo studio rigoroso dei testi, delle lingue e delle tradizioni letterarie costituiva una forma di identità intellettuale che trascendeva la contingenza bellica.
Colpisce la vastità linguistica: germanistica, romanistica, anglistica, slavistica. Non si tratta di un’offerta provinciale o esclusivamente nazionalista. L’attenzione alla letteratura francese medievale, all’inglese medievale, alla lingua russa e persino al bulgaro antico mostra una concezione della cultura come spazio europeo plurale.
Anche la presenza della storia dell’arte italiana, della museologia e della tutela dei monumenti suggerisce un interesse concreto per il patrimonio culturale del territorio in cui il campo si trovava. È un dato significativo: l’università del campo non ignorava il contesto italiano, ma lo integrava nel proprio orizzonte di studio.
Il Dipartimento di Scienze Naturali amplia ulteriormente il quadro. Matematica avanzata (algebra, calcolo differenziale e integrale), chimica organica e inorganica, geologia, meteorologia: si tratta di discipline fondamentali anche per ambiti tecnico-militari e ingegneristici: la loro presenza dimostra che tra gli internati vi erano competenze altamente specialistiche
Particolarmente significativa è la Facoltà di Giurisprudenza, con corsi di diritto romano, diritto penale, diritto pubblico e diritto tributario, oltre a esercitazioni per studenti avanzati. In un momento in cui lo Stato tedesco era crollato e l’ordine politico dissolto, la prosecuzione dello studio del diritto assume un valore emblematico: mantenere la riflessione sull’ordinamento giuridico significava, in qualche misura, preservare l’idea stessa di legalità e struttura statale.
Nel suo insieme, il corso di studi dell’Alma Mater Bellariensis testimonia la presenza nel campo di una vera élite accademica: professori universitari, specialisti, giuristi, scienziati. L’università del campo non fu un episodio marginale, ma il tentativo consapevole di ricostruire una comunità intellettuale in condizioni di prigionia.
Dal punto di vista storico, l’esperienza può essere letta come una forma di “resistenza culturale”: come la volontà di preservare strutture mentali, metodi scientifici e tradizioni disciplinari al di là del crollo militare e istituzionale.
27 settembre 1946 – la cerimonia di fine corso
Dopo una breve pausa, i corsi universitari furono trasferiti al campo di Miramare, dove furono allestite le strutture per le lezioni che ripresero nell’ottobre del 1945.
Nell’immagine sottostante è riprodotto l’invito per la cerimonia di chiusura del semestre che si tenne il 27 settembre 1946 alle ore 17 presso il campo ufficiali, con il seguente programma :
- Benedetto Marcello: Ouverture in sol minore
- Discorso del Generale comandante
- Relazione del Rettore
- Intervento di un rappresentante degli studenti
- Conferenza del Prof. Dr. Wiekers sul tema “Humanitas”
- W. A. Mozart: Quartetto da “Il ratto dal serraglio”

La locandina della Semesterschluss-Feier del 27 settembre 1946 segna l’epilogo dell’esperienza della “Lagerhochschule” di Bellaria. A differenza della solenne inaugurazione del 1945, il programma della chiusura appare più sobrio e strutturato secondo un modello accademico ormai consolidato: relazione del rettore, intervento di un rappresentante degli studenti, conferenza tematica e accompagnamento musicale.
Particolarmente significativo è il tema scelto per la conferenza del professor Wiekers: “Humanitas”. Nel contesto del 1946, con la Germania sconfitta e l’Europa devastata dal conflitto, il richiamo all’umanesimo classico assume un valore che va oltre la dimensione culturale. “Humanitas” rimanda alla tradizione latina della formazione morale e intellettuale dell’uomo, suggerendo un tentativo di riflessione e forse di ridefinizione identitaria dopo il crollo del regime nazista.
Anche la scelta musicale non è casuale. Accanto al compositore veneziano Benedetto Marcello, compare ancora una volta Wolfgang Amadeus Mozart con un quartetto tratto dall’opera Die Entführung aus dem Serail (“Il ratto dal serraglio”), opera che nel Settecento metteva in scena l’incontro e il confronto tra culture diverse. Una scelta che, letta a posteriori, assume un valore quasi simbolico in un contesto di prigionia e di contatto forzato tra vincitori e vinti.
La cerimonia del settembre 1946 non rappresentò soltanto la fine di un semestre, ma la conclusione definitiva di un’esperienza singolare: un’università nata in un campo di prigionia, che per oltre un anno aveva tentato di trasformare la detenzione in spazio di studio e produzione culturale.
Il diploma di fine corso

UNIVERSITÀ DEL CAMPO DEL QUARTIER GENERALE TEDESCO DI BELLARIA (ITALIA)
Istituita con disposizione del Quartier Generale Tedesco del 22.7.45 e con la disposizione della 21ª Brigata Corazzata Britannica del 17.7.45
CERTIFICATO DI FREQUENZA
Il/La ____________________________, nato/a il ____________________________ a ____________________________, è stato/a iscritto/a nel semestre estivo 1945 presso l’Università del Campo del Quartier Generale Tedesco di Bellaria (Italia) e ha seguito, nella Facoltà di ____________________________, le lezioni elencate sul retro. I corsi universitari sono stati svolti secondo i principi organizzativi e scientifici vigenti nelle università tedesche. La dichiarazione dello studente di essere in possesso dei requisiti per gli studi universitari non ha potuto essere verificata.
Bellaria presso Rimini, 16 settembre 1945
Il Rettore: ____________________________ Il Preside: ____________________________
La chiusura dell’Università di Bellaria
L’“Università di Bellaria” ebbe vita breve. La cerimonia di fine corso, celebrata il 17 settembre 1946, coincise di fatto con la conclusione dell’esperienza accademica. La chiusura fu dettata da difficoltà organizzative, ma anche da una scelta pragmatica: per gli inglesi i prigionieri risultavano probabilmente più utili come manodopera che come studenti. L’Enklave venne smantellato nell’estate del 1947.
Il regolamento relativo ai corsi universitari dell’Università di Bellaria2
- Lo scopo dell’Università è dare ai soldati della Werhmacht, riuniti nell’area del Quartier Generale tedesco di stanza a Bellaria, la possibilità di incominciare la loro istruzione accademica su base scientifica, in accordo con i principi tradizionali delle Università tedesche, o di ampliarla e di approfondirla.
- I Corsi Universitari sono tenuti in una zona riservata, creata all’interno del campo 5d, il cosiddetto Campo universitario, allestito appositamente per tale scopo.
- In quanto parte del campo 5d, il Campo universitario è sotto il diretto controllo del Capo dell’Amministrazione di questo campo, per quanto riguarda gli approvvigionamenti e la disciplina.
- In osservanza della tradizione accademica, i Corsi Universitari sono sottoposti alla direzione di un Rettore, che è direttamente responsabile di fronte al Comando Generale del Quartier Generale tedesco di stanza a Bellaria. In quanto avente qui la sua sede, il Rettore è rappresentato permanentemente nel Campo Universitario da un Vicerettore appartenente a suddetto campo. Il Rettore, rappresentato se necessario dal Vicerettore, è il capo dei docenti universitari e deve garantire il rispetto degli ordini impartiti dal Quartier Generale tedesco per lo svolgimento delle lezioni. Per il lavoro di tipo amministrativo è a lui subordinato un segretariato universitario diretto da un Amministratore.
- I Corsi Universitari sono aperti a tutti i soldati che risultano già iscritti ad una Università tedesca ed anche a quelli in possesso di un certificato di iscrizione a scuole superiori tedesche abilitanti allo studio universitario. Gli altri soldati hanno la possibilità, su richiesta, di essere ammessi dal Rettore alle lezioni in qualità di “studenti ospiti”.
- I partecipanti al corso sono divisi in tre gruppi:
- a) soldati appartenenti alla Wehrmacht trasferiti da altri campi al campo 5d per poter partecipare ai Corsi Universitari (professori e studenti);
- b) soldati appartenenti alla Wehrmacht alloggiati nel campo 5d e frequentanti i Corsi Universitari (professori e studenti);
- c) soldati appartenenti alla Wehrmacht venuti da altri campi per assistere a singole lezioni (professori, studenti e, principalmente, “studenti ospiti”).
- Quelli della categoria a) sono alloggiati nel Campo Universitario, venendo così a costituire la sezione III del “Campo ufficiali”, sotto il controllo di un Ufficiale di Stato Maggiore, al quale è subordinata suddetta categoria.
- Quelli della categoria b) rimangono alloggiati nel campo 5d. La loro partecipazione ai Corsi Universitari non incide sulla loro subordinazione militare.
- Quelli della categoria c) rimangono nei loro campi e sono sotto l’amministrazione e il controllo disciplinare dei Capi dell’Amministrazione dei rispettivi campi. Durante il periodo della loro permanenza nel Campo Universitario essi devono osserva- re i regolamenti e le prescrizioni nella stessa misura degli altri partecipanti ai Corsi Universitari.
- E di competenza dell’Ufficiale di Stato Maggiore trattare tutti i problemi relativi all’organizzazione e all’approvvigionamento in osservanza delle direttive dei Capi dell’amministrazione del campo. A questo scopo l’Ufficiale di Stato Maggiore lavorerà in stretta collaborazione con il comitato scientifico dei Corsi Universitari. Le questioni personali relative all’iscrizione ai corsi saranno trattate direttamente dalla “Sezione soldati” dell’amministrazione del campo. I problemi, riguardanti i soldati, che esulino dalle competenze di suddetta sezione verranno affidati all’Ufficiale di Stato Maggiore.
- L’iscrizione alle lezioni viene attuata inserendo il proprio nome nelle liste della Facoltà relative alle lezioni stesse. Solo coloro che sono iscritti nel modo consueto alla Facoltà hanno diritto di frequentare le lezioni.
- Durante le lezioni universitarie viene esposto il punto di vista del professore responsabile in merito alle problematiche attinenti al suo ramo disciplinare. Non è il principale obiettivo delle lezioni quello di suscitare scambi di opinioni tra professori e studenti. In linea di massima la lezione non è luogo di dibattito e di discussione sull’argomento della lezione stessa.Per discussioni scientifiche tra professori e studenti sono previsti colloqui e dibattiti serali. Nell’ambito di questi si crea l’opportunità di libere discussioni scientifiche delle tesi personali, sotto la mediazione di un professore universitario. All’interno del campo vige la pace. Professori e studenti, stando insieme gli uni gli altri, formano una comunità agli occhi del mondo esterno. È perciò inammissibile che le differenze di opinione vengano risolte in maniera tale da compromettere il prestigio e la vita stessa dell’Università. È inoltre anti-accademico coinvolgere nei dibattiti persone esterne o impegnarle attivamente. Le infrazioni a questo punto saranno riferite, facendo il nome del trasgressore, al Quartier Generale tedesco di stanza a Bellaria. Il comando inglese ha riservato per sé il diritto di poter adottare misure aggiuntive (trasferimento dall’Università e, in casi gravi, espulsione dall’Enklave). Ogni azione dimostrativa ad ampio numero di partecipanti può comportare la chiusura dell’Università.
- 10) Gli studenti sono obbligati a rispondere ai loro docenti con rispetto, a prescindere dal grado militare. I professori, come tutti gli insegnanti universitari, saranno indicati con il titolo di “docenti”.
- Rappresentanti e portavoce degli studenti saranno i capi-baracca frequentanti l’Università.
- I partecipanti al Corsi Universitari sono soldati soggetti al regolamenti disciplinari militari
Il Comando Generale
Approvato
Dott. Riedel, Capo dell’Ufficio Interpreti
Per approfondire:
Alessandro Agnoletti, Enklave Rimini-Bellaria, Guaraldi, 1999.
Nadia Tampieri in Rimini Enklave 1945 – 1947, Clueb, 2005.
https://de.metapedia.org/wiki/Deutsches_Hauptquartier_Bellaria


Lascia un commento