Storie Bellariesi

di

Olindo Guerrini, noto anche con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti (1845-1916), è stato uno dei più importanti poeti romagnoli. Figura poliedrica fu anche scrittore, gastronomo e un grande appassionato della bicicletta e della fotografia.

Grazie alla sua curiosità e alla sua abilità di fotografo oggi possiamo rivivere, come mai prima, una giornata sulla spiaggia di Bellaria nel 1890!

Queste immagini sono rare e affascinanti: ci mostrano uomini e donne che si divertono sulla spiaggia e fanno il bagno, bambini che giocano spensierati, e i pescatori bellariesi con le reti e il pescato appena tirato su dal mare.

Le fotografie che seguono sono state scattate a Bellaria tra il 1890 e il 1895 e possono essere ingrandite per apprezzarne ogni dettaglio.

Curiosità, la doppia foto:

Tra le 1.279 lastre sono presenti 122 stereoscopie, una tecnica usata per dare all’immagine fotografica un’illusione di tridimensionalità. La doppia fotografia veniva realizzata con una fotocamera stereoscopica, dotata di due obiettivi posti alla stessa distanza degli occhi umani, e successivamente visualizzata con un apparecchio simile a un piccolo binocolo.

Chi era Olindo Guerrini

Olindo Guerrini (Forlì 1845 – Bologna 1916) è stato una delle figure più originali e poliedriche del panorama culturale italiano del secondo Ottocento. Nato a Forlì ma ravennate d’adozione, trascorse gran parte della sua vita a Bologna, dove ricoprì il prestigioso incarico di direttore della Biblioteca Universitaria.

La sua fama è legata soprattutto allo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti. Nel 1877 pubblicò la raccolta Postuma, presentandola come l’opera di un giovane cugino morto di tisi. Il libro divenne un caso letterario nazionale, introducendo in Italia il Verismo in poesia.

Abbinò al rigore dell’erudito una curiosità insaziabile per le modernità del suo tempo. Fu un pioniere del cicloturismo (celebre il suo viaggio in bicicletta da Bologna a Catania nel 1901) e un raffinato esperto di gastronomia, collaborando strettamente con l’amico Pellegrino Artusi.

Nella fotografia Guerrini trovò il mezzo perfetto per esprimere la sua estetica verista. Per lui, la macchina fotografica non era un semplice svago, ma uno strumento per documentare la realtà senza filtri: dai paesaggi della sua amata Romagna ai ritratti di vita quotidiana. Il suo enorme lascito iconografico, oggi custodito nel Fondo Guerrini presso la Biblioteca Universitaria di Bologna, comprende oltre 1.200 lastre, tra cui le preziose testimonianze delle estati a Bellaria, che ci restituiscono un frammento nitido e vivissimo della Riviera di fine Ottocento.


Fondo fotografico Olindo Guerrini

Il fondo, acquisito in seguito alla donazione delle eredi Liliana e Paola Foresti Forti, è un prezioso archivio privato oggi conservato presso la Biblioteca Universitaria di Bologna.


Articolo pubblicato il :

Ultima modifica :


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *