Storie Bellariesi

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Recenti lavori di sfalcio sull’argine del fiume Uso hanno fatto riemergere i resti delle mura del castello di Bellaria di cui si era persa traccia da ormai 20 anni.

Il tratto visibile è di circa 300 cm. di lunghezza e 110 cm. di larghezza.

Sono i resti delle mura, o della torre, del castello che Galeotto Malatesta fece erigere su una villa acquistata nel 1357. Un rifugio per i Malatesta, un’oasi privata baricentrica tra Rimini e Cesena; vicini ai contadini loro affittuari, lontani dagli altri signori che dovevano, per legge, risiedere entro le mura di Rimini.

Si trovava sul lato sinistro del fiume Uso in prossimità della chiesa di Santa Margherita.

Di questo castello si hanno scarne notizie scritte ed una sola fotografia (Dellamore 1926). Nella foto in alto a destra si vedono due uomini, questo da una idea dell’altezza delle mura.

Dal 1357 proprietà dei Malatesta a metà del 1500 entra nell’oblio. I Bellariesi non ne hanno memoria. Unici resti un tratto di mura e la torre (che si vedono nella foto del 1926), nei primi anni 2000 discutibili lavori dell’ex genio civile, e l’indifferenza generale, le hanno sotterrate per sistemare l’argine del fiume.

Un castello ricco di storia dove dimoravano Antonia da Barignano e i suoi figli Sigismondo, signore di Rimini e Domenico Novello, signore di Cesena che secondo alcuni storici è morto qui, vi ha dormito un Papa … ma la storia la racconteremo la prossima volta.

Io credo che bisognerebbe preservare e valorizzare queste mura, pochi mattoni che raccontano un glorioso passato, il nostro passato.



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