Il fiume Uso è da sempre un elemento distintivo di Bellaria-Igea Marina: lungo di esso è sorto il castello dei Malatesta, alla sua foce si è sviluppato il porto e la nostra marineria, Giulio Cesare e le sue truppe lo hanno attraversato … E l’attraversamento del fiume ha rappresentato per secoli una sfida: in questo articolo ho raccolto notizie e immagini dei ponti che hanno segnato la storia della città.

5 – Il ponte sulla via Popilia (oggi via Ravenna o “in gergo” la Statale)
La via Popilia, antica strada romana inaugurata nel 132 a.C., collegava Rimini ad Adria passando per Ravenna. Lungo il suo tracciato, che corrisponde all’attuale via Ravenna, si sono sviluppati i due nuclei fondanti della futura città di Bellaria Igea Marina: la zona di Bordonchio e della Borgata Vecchia.
Data l’importanza strategica della Popilia, è probabile che un ponte sorgesse già in epoca romana nel punto in cui attraversava il fiume Uso. Anche se mancano prove concrete, l’ipotesi è supportata dalla presenza dei ponti romani di San Vito e Santarcangelo sorti dove la via Emilia attraversa l’Uso. La prima attestazione certa di un ponte a Bellaria Igea Marina si trova nel libro mastro del Comune di Rimini: il 6 luglio 1592 si legge che: (…) il ponte di S. Bartolo [ponte romano davanti all’Arco di Augusto], S. Giuliano et il ponte sopra Lausa [l’Uso] detto il ponte louso sono rotti.

Alla fine del cinquecento un malmesso ponte di legno permetteva di attraversare il fiume Uso lungo la via Popilia, in un punto in corrispondenza delle odierne Via Romea e Via Ferrarin.
Nella foto aerea sottostante:
– l’ovale rosso indica la posizione dell’antico ponte di legno
– il tratteggio rosso indica il percorso dell’antica via Popilia (oggi via Romea nella borgata vecchia e via Ferrarin dalla parte di Igea)
– il tratteggio blu indica il nuovo tratto della via Ravenna, il drizzagno come direbbe un amico, costruito intorno al 1920 con il nuovo ponte che andrà a sostituire quello antico in legno.
L’immagine successiva, estratta dalla carta topografica IGM f 101 di Bellaria del 1911, evidenzia l’assenza del drizzagno e localizza con esattezza la posizione del ponte di legno.


Lo stesso documento ci dice che anche la fontana e l’osteria erano rovinate e necessitavano di interventi. Della fontana non sappiamo di più, ma l’osteria la conosciamo bene: si tratta dell’antica Hosteria di Bellaria, l’Osteria della Smirre). L’osteria che si trovava in prossimità del ponte lato Bellaria nel 1400 era di proprietà di Antonia da Barignano, madre dei potenti signori di Rimini e Cesena, Sigismondo e Domenico Malatesta. Il proprietario dell’osteria controllava anche il passaggio del fiume, incassando il dazio da quanti volevano attraversarlo. Dai documenti storici sappiamo che ai tempi di Antonia da Barignano il passaggio del fiume avveniva per mezzo di una barca, non c’era all’epoca un ponte.
Nel 1748 abbiamo notizia di un nuovo, grave, danneggiamento del ponte di Bellaria a causa di una forte fiumana1. I danni sono tali che il ponte andrà completamente rifatto, salvando solo un po’ di legname del vecchio ponte.
In un documento del 17602 troviamo l’impegno del comune di Rimini a costruire un nuovo ponte in legno, “in forma stabile e durevole“, per soddisfare anche le crescenti richieste dei corrieri veneziani. Il ponte, oltre a garantire la viabilità, generava anche un’importante entrata economica grazie ai pedaggi riscossi.
Per attraversare il fiume Uso nel 1760 si pagava dai 12 Baj (baiocchi) per una carrozza a 1 Baj per una persona a piedi.
Ecco la tabella con i pedaggi, o come è scritto, la “Tassa sopra il Passo del nuovo Ponte di Bellaria” :

Il nuovo ponte di legno verrà costruito intorno al 1780 e rimarrà in attività sino ai primi anni del 1900.
Ritroviamo il ponte in una mappa del 18163: lo troviamo all’estrema sinistra con indicata anche l’osteria, la via Popilia è chiamata “strada maestra”, si vede sulla destra la Torre Saracena e nessun altro ponte c’è tra questo ed il mare.

Il ponte di legno arriva quasi ai giorni nostri, lo vediamo in questa immagine che ci offre uno scorcio della vita quotidiana a Bellaria Igea Marina ai primi del 1900.

Il ponte di legno viene abbattuto quando, tra il 1910 e il 1920, viene costruito il nuovo tratto della via Ravenna in sostituzione del vecchio percorso, tortuoso e stretto, tra le case della borgata vecchia, uno dei nuclei abitativi più antichi di Bellaria Igea Marina.
Con il nuovo tratto della via Ravenna viene costruito anche il nuovo ponte che è quello che utilizziamo ancora oggi e che sarà, prima o poi, sostituito da uno nuovo perché non a norma delle leggi attuali.
2 – Il ponte della ferrovia
Per molti anni il ponte sulla via Ravenna è l’unico punto che permette il passaggio del fiume Uso a Bellaria Igea Marina. Tutto cambia nel 1886 con l’arrivo della ferrovia Rimini-Ravenna. Il ponte ferroviario, inaugurato insieme alla stazione, segna l’inizio di una nuova era per i trasporti e lo sviluppo della città.





Il ponte di ferro della ferrovia veniva abitualmente utilizzato dalle persone che lo attraversavano a piedi, una scorciatoia all’epoca molto utilizzata.


Durante la Seconda Guerra Mondiale, il ponte ferroviario di Bellaria Igea Marina fu distrutto dai bombardamenti alleati per interrompere le linee di rifornimento tedesche. L’adiacente ponte stradale rimase invece intatto. La ricostruzione del ponte ferroviario fu rapida, data l’importanza strategica della linea Rimini-Ravenna.

1 – Il ponte del porto
Lo sviluppo del turismo balneare e la conseguente crescita della città verso il mare pose il problema del collegamento tra le due sponde del fiume a mare della ferrovia. La soluzione arrivò nei primi anni anni ’30 con la costruzione di un nuovo ponte carrabile che univa via Nettuno (oggi via Alfredo Panzini) alla via Litoranea (oggi via Alfonso Pinzon). Il nuovo ponte erediterà la copertura in ferro del ponte ferroviario che sarà traslata sopra di esso, creando un legame inusuale tra le due infrastrutture.
Dalla sponda di Igea Marina, la fotografia scattata nel 1933 inquadra per la prima volta il nuovo ponte: a sinistra si intravede il ponte ferroviario, a destra la passerella pedonale, completamento del nuovo attraversamento, di fronte c’è Bellaria con l’inizio di via Panzini.


Durante il passaggio del fronte nella seconda guerra mondiale il ponte rimarrà intatto mentre, come abbiamo visto, verrà distrutto l’adiacente ponte ferroviario.
Nelle due fotografie seguenti vediamo i soldati greci appoggiati dai carri armati neozelandesi sulla sponda del fiume Uso; sulla sinistra si intravede il ponte della ferrovia distrutto, mentre il ponte stradale è intatto. Le fotografie sono del 26 e 27 settembre 1944, giorno della liberazione di Bellaria Igea Marina.


Il ponte stradale in ferro rimane in funzione fino ai primi anni ’70 del secolo scorso, con un senso unico alternato.
Verrà sostituito da un ponte in cemento a doppia corsia con due marciapiedi laterali: questo ponte serviva, a noi giovani bellariesi, anche come base per la pesca con le bilance.
Alla fine anni ’90 arriva il nuovo ponte, quello attuale. Se porta vantaggi per quanto riguarda il traffico automobilistico e offre un terrazzino da dove fare belle foto del porto, indubbie sono le difficoltà create a pedoni e ciclisti dalla notevole pendenza che varrà al ponte il nome di “cima Coppi”.


La passerella del porto
Prima della costruzione del ponte del porto, nel 1922 venne realizzata una passerella pedonale. Era larga 2 metri4, e venne posizionata all’incirca nel punto dove poi sorgerà il ponte. Mentre le macchine potevano sfrecciare solo sulla via Ravenna, pedoni e ciclisti potevano sfruttare questo nuovo passaggio, evitando di passare sul ponte della ferrovia.
Nella foto seguente una immagine della passerella tratta da una cartolina: è stata scattata dal ponte della ferrovia, a destra Igea a sinistra Bellaria, sullo sfondo si intravede la colonia Roma.

3 – Il ponte mobile
Nel 2012 viene inaugurato un nuovo ponte pedonale e ciclabile, apribile, costruito pochi metri a monte della ferrovia. Il ponte ha una campata di 32,20 metri e due torri laterali alte 16 metri. La frequenza delle cadute di ciclisti, causate dalla scivolosità dei listoni di legno, ha portato negli anni seguenti ad una nuova segnaletica che indica che il ponte è esclusivamente pedonale e che le biciclette devono essere condotte a mano.


7 – La passerella sulla ciclabile del fiume uso

Una passerella in legno si trova lungo la pista ciclopedonale “Sentieri per l’Uso” che porta da Bellaria Igea Marina alla Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, costeggiando il fiume Uso.
Si trova nei pressi dei resti del castello malatestiano di Bellaria, ma questa è un’altra storia …
4 – L’ex ponte pedonale
Tra il ponte del porto e quello di via Ravenna esisteva un ponte pedonale utilizzato dagli studenti della scuola Ferrarin e da chi andava al luna park estivo. Successivamente, le rampe di accesso sono state demolite, lasciando solo la struttura portante con la scritta ‘Bellaria Igea Marina’.

7 – Il ponte della superstrada
Ponte costruito con la superstrada negli anni ’90 del secolo scorso, ci si sfreccia sopra veloci in macchina.
Note
- Atti Legazione di Romagna N.25, 1755 – 1796 – Archivio di Stato di Ravenna ↩︎
- Atti del Consiglio Generale dei XII, 1745 – 1760 – AP 874, B 2021 – Archivio di Stato Rimini ↩︎
- Carteggio generale, busta 338 – Archivio di Stato di Rimini (su indicazione di Giovanni Rimondini) ↩︎
- Atti Consiglio 1922, Archivio di Stato di Rimini ↩︎
