Nel febbraio del 1908 i pescatori Bellariesi si riuniscono in un comitato, con Vittorio Belli alla presidenza, e scrivono al Comune di Rimini: chiedono la costruzione di un porto alla foce del fiume Uso “che serva di approdo e rifugio alle numerose barche dei Bellariesi“.
La marineria bellariese si è formata nell’ottocento grazie all’arrivo di esperti pescatori veneti che hanno insegnato le tecniche di pesca al largo; fino a quel momento i pescatori-contadini bellariesi (definizione di Mario Foschi) esercitano una pesca prevalentemente “costiera”.
Nel 1869 questa la situazione:
Bellaria è piccolissima borgata ove l’industria [della pesca] è insignificante, esistendovi solo otto battelli.
La pesca in Italia – volume 1, parte 2 a cura di Targioni Tozzetti 1872 – Rimini e Bellaria pag 166 – 178

Ma la crescita è veloce e Bellaria ottiene la delegazione di porto con il Regio Decreto del 24 marzo 1887


Questa la descrizione di Emilio Rosetti ne “La Romagna. Geografia e storia” del 1894

Ma il porto non è altro che la foce naturale del fiume Uso come si può vedere da queste due fotografie dei primi del’ 900 (© Biblioteca Malatestiana di Cesena)


Nei mesi invernali le forti correnti del fiume Uso minacciano di rovesciare e danneggiare le barche, in estate si formano accumuli di sabbia che ostruiscono la foce impedendo l’ingresso ai pescatori.
La situazione è pericolosa, i pescatori chiedono a gran voce la costruzione di un approdo sicuro, accusando Rimini per ” l’abbandono inqualificabile in cui è lasciata questa frazione”.
Lo sviluppo delle attività legate alla pesca è rapido e nel 1908 si contano già un centinaio di barche, destinate a crescere per soddisfare le richieste di pesce dei primi turisti, i signori che nei mesi estivi abitano i villini che sono sorti a decine in riva al mare.


Presidente del comitato di pescatori che presenta la petizione per la costruzione del porto a Bellaria è Vittorio Belli
Vittorio Belli non ha un interesse diretto nell’attività della pesca ma è persona influente ed ha ben chiara l’importanza di un porto comodo e sicuro nelle vicinanze della “sua” Igea Marina che ha creato solo due anni prima; per lo stesso motivo si batterà anche per la fermata del treno a Igea Marina che otterrà nel 1923.
In cima alla lista compare il nome , aggiunto in un momento successivo, dell’ ingegnere Leopoldo Tosi amministratore e poi affittuario di Villa Torlonia, sindaco di San Mauro Pascoli. Aveva evidentemente intuito le potenzialità di un porto così vicino alla sua azienda modello, meta di agronomi e allevatori italiani e stranieri.
Ecco la trascrizione della petizione e l’elenco dei firmatari :
All’Onorevole Signor Sindaco del Comune di Rimini
I componenti la Società Operaia di Bellaria, frazione di Rimini, la classe dei marinai e dei pescatori e gli abitanti tutti della frazione stessa, riuniti in pubblico comizio per la tutela degli interessi locali, e specialmente per ottenere la costruzione, alla foce del torrente Luso (sic), di un porto di IV classe, che serva di approdo e rifugio alle numerose barche dei Bellariesi, ed alle altre che navigano in questi paraggi, dopo lunga ed animata discussione nella quale oltre alle lagnanze per l’abbandono inqualificabile in cui è lasciata questa frazione, che pur rappresenta un elemento non trascurabile di benessere per la generalità della popolazione del Comune, hanno manifestato il deliberato proposito di agitarsi con tutti i mezzi possibili perché il Comune compia glia atti necessari per conseguire con la massima sollecitudine il loro intento.
A tale uopo è stato presentato il seguente ordine del giorno:
Ritenuto che in Bellaria vi sono attualmente circa 100 barche di pesca e trasporti, le quali per mancanza di approdo e di sicuro ancoraggio, non possono qui rifugiarsi, con grave danno della sicurezza dei marinai e dell’industria paesana;
Considerato che più di 1400 persone vivono con l’industria del mare, senza calcolare gli altri benefici che mediante lo sviluppo della medesima, possono ridondare in favore di tutta la popolazione;
Ritenuto che la salvezza della vita dei marinai reclama un provvedimento immediato; […]
Gli adunati, manifestando la più viva fiducia che la Rappresentanza del Comune di Rimini prenderà nella dovuta considerazione i voti della popolazione di Bellaria, approvano all’unanimità l’ordine del giorno proposto e danno incarico ai Signori

Ing. Cav. Leopoldo Tosi
Dott. Vittorio Belli – Presidente del Comitato
Raschi Giovanni, Zanotti Giovanni, Della Chiesa Francesco, Lazzarini Domenico, Quadrelli Enrico, Vasini Giuseppe, Lazzarini Luigi, Franchini Giuseppe, Quadrelli Antonio fu Gius., Onofri Giuseppe, Gori Matteo, Gori Luigi,
Savini Matteo – Presidente della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso
Vasini Egisto – Segretario del Comitato
di presentare copia al Sindaco ed alla Giunta e di esporre anche verbalmente i desideri ed i bisogni della frazione
Bellaria addi 16 febbraio 1908
I lavori per la costruzione del porto inizieranno nel 1915 con la costruzione del molo lato Igea, ma saranno presto sospesi a causa della guerra. Riprenderanno solo nel 1923 con il prolungamento dei due moli in mare e la costruzione delle paratie in cemento per la protezione delle sponde del fiume.
Con il passaggio del fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, il porto e la flotta peschereccia di Bellaria furono quasi completamente distrutti. Nonostante ciò, la comunità mostrò una grande resilienza: già nel 1946 la flotta di pescherecci iniziò a riformarsi, e nel 1948 prese il via la ricostruzione del porto.
Ma il porto di Bellaria non ha la fortuna nel destino.
Dagli anni cinquanta l’attività della pesca deve cedere il passo al turismo che travolge tutto e tutti. Si costruiscono nuovi alberghi e attività legate alla stagione balneare. Le attività turistiche e quelle collegate, commerciali, artigiane e dei servizi offrono lavoro e stipendi maggiori di quelli che può offrire la pesca. Il declino della marineria bellariese sarà lento ma inesorabile.
Gli ulteriori lavori di ristrutturazione del porto degli anni settanta non cambieranno le cose.













Per chi vuole approfondire la storia della marineria di Bellaria Igea Marina:
L’occhio del gabbiano. Nascita, sviluppo e declino di una grande marineria. Mario Foschi, Fara Editore, 1998.


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