Storie Bellariesi

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Il 24 giugno 1906 – Vittorio Belli – pubblica il suo annuncio sul Il Gazzettino Verde: nasce Igea Marina.

È il primo passo concreto di un progetto visionario: trasformare un tratto di costa ancora selvaggio in un luogo dove natura, benessere e cultura potessero intrecciarsi senza conflitti, dando vita a una nuova idea di soggiorno marino.


Il testo dell’annuncio:

Piano Regolatore della località divisa in oltre 200 aree fabbricabili ognuna in diretta comunicazione col mare a larghi viali ombreggiati. Abbondantissimi ed ottima acqua perenne saliente 7 metri sul suolo. Aria saluberrima, ottima spiaggia, mare limpido, lontano da fiumi. Per acquisto aree fabbricabili e costruzioni di ville signorili ed economiche da lire 2.500 compreso area con giardino rivolgersi: Dott. Vittorio Belli – Rimini.”


Vittorio Belli (6 gennaio 1870 – 9 ottobre 1953)

Figura poliedrica, Vittorio Belli – figlio di Anna Tisserand e Domenico Belli – attraversò la sua epoca con una curiosità rara: medico, affarista coloniale, antiquario, naturalista. A lui si devono la riscoperta degli affreschi trecenteschi del Giudizio Universale nella chiesa di Sant’Agostino e la prima organizzazione del Museo Civico di Rimini, allora ospitato nel convento di San Francesco.

All’inizio del Novecento, rientrato in Italia dopo sei anni trascorsi in Africa, Belli osservò con attenzione il crescente successo del turismo balneare riminese. Fu allora che maturò un’idea nuova, quasi rivoluzionaria per la costa romagnola: creare un “villaggio di villini” immerso nella natura, un luogo dove il soggiorno marino fosse anche cura del corpo e dello spirito.

Per dare forma al progetto, vendette i terreni che possedeva a Viserbella – nome da lui stesso coniato – e acquistò vaste aree sabbiose e incolte appartenenti al conte Piero Spina e a Pietro Cacciaguerra, in una zona ancora selvaggia della frazione di Bordonchio. Non era un territorio sconosciuto: da ragazzo vi aveva trascorso molte estati, quando la famiglia possedeva campi nella campagna circostante.

Igea Marina, la città immaginata

La nuova località prende forma su oltre duecento lotti quadrati, ciascuno di circa 25 metri per lato, pensati per ospitare una villetta a un solo piano. L’idea di Belli – sorprendentemente moderna per il 1906 – è quella di creare un “villaggio di villini”: lotti tutti uguali, strade ordinate, una geometria urbana semplice e razionale, immersa nella natura.

Quando Belli progetta Igea Marina, il turismo balneare è ancora un fenomeno elitario. A frequentare la costa sono le famiglie benestanti che possono permettersi una seconda casa al mare (delle ville e dei villini di Bellaria ne ho scritto qui). Gli alberghi sono pochi: il Grand Hotel di Rimini aprirà due anni dopo e i primi alberghi a Bellaria si vedranno tra il 1909 e il 1913.

Spostando il cursore, si passa dal progetto originale del 1906 all’attuale Igea Marina.
Il lungomare Alfonso Pinzon non era ancora stato costruito e i terreni si estendevano direttamente fino al mare. (1: Centro Culturale Vittorio Belli – 2: piazzetta Vittorio Belli).

L’Igea Marina immaginata da Belli si estende per circa un chilometro di costa. I suoi confini sono netti:

– la ferrovia a ovest,

– il mare a est,

via Silvio Italico a nord,

via Quinzio Atta a sud.

Si entra soltanto da via Ennio, svoltando dalla via Ravenna; il lungomare Pinzon arriverà solo nel 1920.

Igea Marina è un dedalo di vie: le due più grandi, parallele al mare e di 10 metri di larghezza, sono via Virgilio e via Tibullo. Le strade perpendicolari, larghe 6 metri, disegnano una sequenza ordinata da nord a sud: Silvio Italico, Giovenale, Marziale, Flacco Perseo, Terenzio Catullo, Lucrezio, la già ricordata via Ennio, Lucillo, Apuleio, Quintilliano, Cornellio Tacito, Sallustio, Aulio Gellio, Gialo, Cecilio Stazio, Quinzio Atta.

È di Belli sia la scelta di intitolare le vie ai poeti latini, sia il nome stesso della località: Igea Marina, un omaggio a Igea, dea della salute e dell’igiene. Un nome che racchiude la sua visione: un luogo dove il mare non fosse solo svago, ma anche benessere e cura.

Quando Vittorio Belli mise in vendita Igea Marina

Un documento1 del 10 ottobre 1910 testimonia che Vittorio Belli incaricò l’Ufficio di Pubblicità per Vendita di Immobili di Attilio Moretti, con sede a Roma, di promuovere la vendita della sua proprietà.

La descrizione allegata al contratto offre una preziosa fotografia della nascente Igea Marina:

«Area fabbricabile di mia esclusiva proprietà sita nel Comune d’Igea Marina (Rimini) dell’estensione di ettari 18, con 900 metri di fronte al mare, alla distanza di due chilometri da Bellaria e 10 da Rimini.»

Il documento ricorda inoltre la presenza della villa di Belli, già edificata, composta da dieci ambienti e grandi sale, oltre a una seconda villetta destinata a garage e abitazione.

Particolarmente interessanti sono i confini indicati dallo stesso Belli:

  • a nord con Lucio Macrelli;
  • a ovest con la ferrovia Rimini-Ravenna e le proprietà del conte Piero Spina e del cav. Pietro Cacciaguerra;
  • a sud con il conte Achille Benicelli;
  • a est con il Demanio marittimo.

Questa descrizione costituisce una rara testimonianza di come il fondatore definisse l’estensione originaria di Igea Marina pochi anni dopo la sua nascita.

Nella foto in basso vediamo la parte meridionale di Igea Marina nel 1937.2

Da notare come i lotti prospicenti al nuovo lungomare, da poco completato, non fossero ancora edificati, a trent’anni dall’annuncio della lottizzazione.

La villa di Vittorio Belli si trovava dove oggi c’è il Condominio Belli, tra la via Aulo Gellio e la via Gaio Crispo Sallustio … così racconta Bruno Belli, nipote di Vittorio Belli.3
Curiosa la scritta IGEA sulla sabbia (nel quadrato rosso)

Igea Marina dall’alto: 1943 – Oggi

Il confronto tra lo scatto aereo della Royal Air Force (agosto 1943) e una ripresa dall’alto dei giorni nostri evidenzia in modo immediato come la struttura e i confini pensati da Vittorio Belli abbiano tracciato lo sviluppo storico dell’abitato di Igea Marina.

Lo scatto aereo realizzato dall’aviazione britannica nell’agosto del 1943 costituisce una straordinaria mappa storica per leggere l’evoluzione del territorio.

Nel dettaglio a sinistra, il perimetro delineato in rosso racchiude l’Igea Marina progettata da Vittorio Belli, compresa tra via Silvio Italico (in alto) e via Quinzio Atta (in basso).

L’asse di via Ennio (in blu) segna una demarcazione netta: la densità edilizia dell’epoca si concentrava infatti quasi esclusivamente nella fascia a nord di questa via.

Infine, il riquadro in verde individua il polmone verde della fondazione: l’oasi naturale dove Belli aveva dimora, immersa tra i pini e arricchita dal suggestivo laghetto delle ninfee.

L’Accademia e lo stabilimento Idrotermoterapico

Belli immaginò un cuore culturale per la nuova località: un edificio che chiamò “Accademia”, destinato a ospitare un museo, una pinacoteca e una biblioteca.

Non era un’idea estemporanea: da decenni raccoglieva materiali per questo sogno.

“A questo scopo in quarant’anni di sacrifici personali e di lavoro avevo accumulato materiali preziosi. Una scelta biblioteca di oltre 5000 volumi di opere importantissime di scienza, letteratura ed arte; una pinacoteca di parecchie centinaia di quadri fra cui alcuni di primissimo ordine, con una collezione importante di ceramiche per realizzare una vecchia aspirazione di una fabbrica di ceramiche a carattere locale (…) e per fornire riccamente di materiale l’Accademia estivo-autunnale”4

Accanto all’Accademia, Belli aveva immaginato uno Stabilimento Idrotermoterapico Marino, con una piscina di acqua marina riscaldata: un centro dedicato al benessere, coerente con la sua visione igienista e naturalista.

Un prezioso dettaglio — lo schizzo sbiadito dell’Albergo Nettuno visibile nell’angolo in alto a destra — permette di datare questo disegno almeno agli anni Venti, evidenziando come Belli continuasse a pensare di arricchire la sua Igea Marina di nuove strutture sanitarie e ricettive anche a vent’anni dalla sua fondazione.

Entrambi i progetti rimarranno sulla carta.

Igea Marina – dal sogno alla realtà

L’Igea Marina pensata da Vittorio Belli non nascerà mai così come l’aveva immaginata.

A pesare furono sia errori di valutazione — la zona scelta era isolata e priva di collegamenti — sia i ritardi e le negligenze dell’amministrazione riminese, che non mostrò interesse nel favorire l’iniziativa. Quella disattenzione, protratta negli anni, alimentò quel sentimento di distanza da Rimini che avrebbe poi favorito la spinta autonomista culminata nel 1956 con la nascita del Comune autonomo di Bellaria Igea Marina).

Belli non comprese, o forse non volle accettare, i cambiamenti del tempo. Proprio mentre si dedicava alla costruzione di Igea Marina, l’epoca dei villini e della Belle Époque volgeva al termine. I proprietari iniziavano a vendere o a trasformare le loro residenze in alberghi, pronti ad accogliere le masse di turisti popolari che avrebbero affollato le spiagge, segnando l’inizio di una nuova stagione che — in forme diverse — arriva fino ai giorni nostri.

Vittorio Belli, anche in qualità di consigliere comunale, si impegnò con tenacia per lo sviluppo di Igea Marina. A lui si deve la costruzione della stazione ferroviaria di Igea Marina, inaugurata nel 1923, ben diciassette anni dopo la nascita della località (a Bellaria la stazione era attiva già dal 1886).

Si batté anche per il prolungamento del lungomare Pinzon, realizzato negli anni Venti, e per la costruzione del ponte carrabile accanto al ponte ferroviario, completato nel 1932, che finalmente permise alle auto di attraversare il fiume Uso.

Un’altra battaglia che lo vide in prima fila fu quella per la sistemazione del porto, indispensabile per lo sviluppo turistico e marinaro del territorio.

Scrive Belli in una lettera al Podestà di Rimini nel giugno del 1937: “Venute a mancare le provvidenze promesse dal Comune, rotonda al mare, scuole, piazze, lavatoio, latrine, allargamento della strada per Bordonchio, difesa contro i danneggiamenti degli uomini e dei greggi ecc. null’altro rimane ad Igea che l’attrazione della pineta.

Ma anche la pineta, che si trovava probabilmente vicino alla sua casa nella parte sud di Igea Marina, darà al Belli solo dispiaceri. Inutilmente chiederà al Comune di Rimini un servizio di vigilanza a difesa dei furti di legna e delle greggi distruttrici.

Gli ultimi pini saranno decimati dal passaggio del fronte durante la seconda guerra mondiale: i soldati tedeschi prima e gli alleati fanno strage degli alberi. Scrive Belli: “dovevo vedere scomparire il mio lavoro di quasi mezzo secolo e camion carichi di tronchi partire per ignote destinazioni

Vittorio Belli, oggi

Nel dopoguerra, la figura di Vittorio Belli scivola lentamente nell’oblio. Il suo nome, così legato alla stagione pionieristica di Igea Marina, scompare dal dibattito pubblico, come se il fallimento del suo progetto avesse oscurato anche il valore della sua visione.

Negli ultimi anni, però, l’amministrazione comunale ha avviato un percorso di riscoperta e valorizzazione, riconoscendo l’importanza storica e culturale del fondatore di Igea Marina. Questo impegno si è tradotto in alcune iniziative significative:

la pubblicazione del libro di Giovanni RimondiniVittorio Belli 1870-1953 La realtà e il mito del fondatore di Igea Marina”: un’opera fondamentale, che ha riportato alla luce la sua biografia, le sue idee e il suo ruolo nella storia locale.

l’intitolazione di una piazzetta nel Parco del Gelso: uno spazio dedicato a Belli, con un busto in bronzo che ne ricorda la figura. Oggi, purtroppo, quell’area versa in condizioni di degrado, un segno di quanto la memoria necessiti di cura costante per restare viva.

– Nel 2021 è inaugurato Centro Culturale “Vittorio Belli” in via Italico, 8 a Igea Marina. Proprio a pochi metri dal Centro Culturale iniziava l’Igea Marina immaginata e creata da Vittorio Belli.

Centro Culturale "Vittorio Belli" a Igea Marina

Molto di ciò che Belli sognò non vide mai la luce. Eppure, il suo progetto continua a parlarci. Ci ricorda che ogni luogo ha bisogno di visione, di cura, di qualcuno che sappia guardare oltre l’orizzonte immediato. Ci ricorda anche che la memoria non è un esercizio nostalgico, ma un modo per capire chi siamo e dove vogliamo andare.

Oggi, mentre camminiamo tra le vie che lui volle dedicare ai poeti latini, possiamo ancora intravedere il filo sottile che lega il suo sogno alla nostra realtà quotidiana.

A Vittorio Belli il merito di aver sognato una città ideale in una distesa di sabbia e tamerischi.


Per chi volesse saperne di più:

  • Il fondamentale libro di Giovanni Rimondini da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni: Vittorio Belli 1870-1953. La realtà e il mito del fondatore di Igea Marina, Panozzo Editore, 1999.

Note

  1. Fondo Belli, Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, incarico di vendita della proprietà di Igea Marina, 10 ottobre 1910. ↩︎
  2. Foto pubblicata su Ariminum, marzo-aprile-maggio 2024, all’interno dell’articolo Il futuro turistico di Rimini secondo il fascismo di Andrea Montemaggi. ↩︎
  3. Bruno Belli, Mio zio, Vittorio Belli, contenuto nel già ricordato Vittorio Belli 1870-1953 La realtà e il mito del fondatore di Igea Marina, Panozzo Editore, 1999, p. 169 ↩︎
  4. Fondo Belli, Biblioteca Civica Gambalunga di Rimini, lettera al Sindaco di Rimini, probabilmente del 1947. ↩︎


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