Dalla seconda metà dell’Ottocento le ricche famiglie aristocratiche ambiscono ad avere una villa o un villino al mare, seguendo il modello affermatosi a Rimini, dove il turismo balneare aveva mosso i primi passi. I bagni di mare e l’aria salubre erano considerati veri e propri rimedi per la salute.
All’epoca Bellaria era un piccolo villaggio di pescatori, con circa 3.800 abitanti, poche case raggruppate alla sinistra del porto e tra la piazza e la borgata.
I “signur” — come venivano chiamati i signori in dialetto — acquistavano i terreni e costruivano le loro ville, soprattutto nella zona della Cagnona. In pochi anni ne sorgeranno tantissime. Il fenomeno si esaurì nei primi anni del Novecento: i “signori” si spostarono su altri lidi e molte ville e villini furono trasformati, prima in hotel e poi in condomini. Ma qualcuno è arrivato ai giorni nostri …
Ecco come appare la costa di Bellaria ad un cronista di fine ‘800:
“(…) Non si tratta, no, di poche catapecchie, sparse in riva al mare; ma di quasi un centinaio, tra villini, case e casette, d’ogni formato e d’ogni tinta, disseminate, a quaranta o cinquanta passi dalla riva, per la lunghezza di un Km. Lì puoi vedere una folla agitarsi festante nella festa del mare e nuove ninfe e nuove sirene a piedi nudi passeggiar su l’arena molle; bagnanti d’ogni età e d’ogni sesso, ravvolti negli accappatoi morbidi, sdraiati all’ombra de’ propri casotti, immersi in ameni conversari; fanciulli con reti minuscole, badilini e carriuoline lillipuziane, lavorar senza posa …” (Il Cittadino, 27 settembre 1896)
Le ville e i villini sono in ordine alfabetico. L’elenco lo trovate in fondo alla pagina. (clicca qui)
Villino Alessandra
“Era il 1921 quando mia nonna acquistò questo villino per sua figlia Gaia. Da allora quattro generazioni si sono avvicendate nel passare le vacanze estive qui a Bellaria. Mia nonna, mia mamma, io ed infine mia figlia.” (Alessandra Magni)
Il villino Alessandra è tuttora esistente, si trova in via Plava zona bagno 23.


Villino Ambrosini, poi villa Ravaioli
La famiglia Ravaioli era originaria di Forlì.
Passeggiando sul lungomare Raffaella Carrà, l’edificio è ancora oggi ben visibile, immutato nel suo aspetto, di fronte al bagno 23 bis.



Villa Ariosa
Ancor oggi visibile passeggiando sul lungomare Carrà di fronte al bagno 26, è la dependance dell’hotel Orizzonte.


Villa Babacci (o Babaci)
Grande villa con parco, si trovava tra via Plava e via Ala dietro al villino Ambrosini, è stata demolita.


Villa Balsimelli
Una villa con un bel giardino, costruita a monte della ferrovia, ancora oggi visibile in via Parenzo.

Villa Baronio
Proprio di fronte a villa Panzini, sul mare, sorgeva la villa Baronio. Prima di essere demolita fu utilizzata come colonia estiva, oggi al suo posto sorge il Villaggio Manuela tra via Cherso e via Abbazia.

Villino Berti
Si trovava a monte della ferrovia ed era di proprietà del Dottor Berti di Rimini. Oggi non esiste più: sorgeva nella zona dove è stato costruito l’Aquabel. Non sono disponibili foto.
Villa Brezzi
La famiglia Brezzi era di Alessandria. La proprietà comprendeva la villa principale detta “La Casona” che si affacciava sulla spiaggia e “La Casina” più all’interno ed un grande parco.
Oggi, nell’area, sorge l’hotel Villa Saba.

Villa Brunelli, poi Villa Mayer
La villa, che si dice fosse splendida, apparteneva a Teodoro Mayer, senatore e fondatore de “Il Piccolo” di Trieste. Nel 1938 le leggi razziali lo allontanarono da ogni incarico pubblico e lo privarono della proprietà del giornale. Il figlio, Aldo Mayer, conosceva Panzini e frequentava assiduamente la Casa Rossa.
Al posto di questa villa, di cui non ci sono foto, sorge oggi la Casa per Ferie Soggiorno Marino (A.E.M.) in via Redipuglia.
Villa Caletti o Calletti
La bellissima villa con il suo parco era di proprietà del colonnello Gustavo Calletti.
Si trovava probabilmente a monte della ferrovia di fianco alla Casa Rossa di Alfredo Panzini. Tra il Calletti e Panzini ci sarà un contenzioso, con tanto di avvocati, per una questione di confini.
Così lo definisce Panzini che trascrive una sua poesia in un suo articolo:
“Ne è autore il Sig. colonnello G. Calletti, uno, come chiamarlo? Dei fondatori di Bellaria. Questo squisito gentiluomo nella pace e nel verde della sua villa dipinge finiti e suggestivi quadretti campestri. Le muse, queste signore stravaganti, qualche volta lo vengono a trovare e allora il Sig. Calletti lascia i pennelli per la penna”
La contessa Bianconcini Calletti da Firenze è segnalata a Bellaria già in un articolo del 14 luglio 1889 pubblicato su “L’onda”
Non so come sia andata a finire la villa …


Villino Camurri
La famiglia Camurri veniva da Ferrara, oggi al suo posto c’è l’hotel Parini. Non esistono foto.
Villino Canè

Villino Cavazzuti
Si trovava a Igea Marina

Villino Cicognani
Era il villino più a nord di Bellaria. Oggi non esiste più, al suo posto oggi c’è il camping “Happy Camping”

“La prima villa all’estremo confine nord della Cagnona era la Villa Cicognani. Essa era di proprietà dell’avvocato Cicognani che la abitava. Veniva da Bologna (L’origine non è accertata, forse veniva da Forlì) ogni estate con la sua famiglia, composta oltre che dall’avvocato, dalla bella moglie, dalla figlia Lidia e dal figlio Furio. Si può dire che ne facessero parte integrante anche i cani levrieri, che i componenti della famiglia portavano fuori spesso al guinzaglio andando in bicicletta. La Villa Cicognani era circondata da un vasto terreno con casa colonica abitata dal contadino custode; ora non esiste più, al suo posto è sorto un grande campeggio. Il custode di Villa Cicognani era Ventrucci che faceva il contadino poiché coltivava il terreno che circondava la villa come terreno agricolo. Oggi Camping “Happy Camping”.
(Rosina Cesari “Ville e Villette di Bellaria Cagnona”)
Villa De Comis, poi Villa Tina
I Lugaresi acquistarono una villa alla Cagnona dal tenore e impresario Aristide De Comis. La proprietà si estendeva dal mare a via Panzini, comprendeva un grande parco e due caratteristiche torrette.
Nel 1920 la villa venne trasformata nella pensione Villa Tina, gestita dalla signora Clementina Gordini, moglie di Erardo Lugaresi. La pensione disponeva di 10 camere e di una piccola casetta come dependance.
Erardo Lugaresi, personaggio eclettico, fotografo e inventore precursore dei tempi, costruì accanto a Villa Tina l’Apollo: teatro, sala da ballo e, dal 1925, il primo cinema di Bellaria.
Lungimirante, si rese conto che la zona della Cagnona, in crescita grazie alle ville e alle prime pensioni, necessitava di una piazza e di attività commerciali, essendo distante dalla piazza centrale di Bellaria. Donò così parte della sua proprietà al comune, permettendo la costruzione di piazza Rubicone.
Nei primi anni ’30, Giuseppe Lugaresi (1908-2000), figlio di Erardo, iniziò a produrre scafi a vela e successivamente a motore nel retro del cinema, dando inizio al Cantiere Lugaresi, attivo fino alla fine degli anni 70’.
Per circa vent’anni, cinema e cantiere operarono fianco a fianco. Il Cinema Apollo venne chiuso verso la fine degli anni ’70 e trasferito in un’altra area della proprietà, diventando un cinema estivo all’aperto, l’Arena Apollo, rimasto attivo fino agli anni ’90.
La villa e L’Apollo sono ancor oggi silenti testimoni di un tempo passato.



Villino Domeniconi

Villa Donini
Di grandi dimensioni, fu acquistata intorno al 1915 da Michele Petrucci dopo aver ceduto la sua metà dell’hotel Miramare al socio Braschi. Diventerà l’albergo Petrucci e poi albergo Duilio presente ancora oggi.



Villa Ferri – villa Fiorita
La proprietà si estendeva da via Panzini fino al mare. Il grande parco, con ampie aiuole e piante fiorite, ha dato origine al nome Villa Fiorita.
Oggi al suo posto sorge un albergo chiamato Villa Fiorita, che conserva solo il nome della vecchia proprietà.

Villa Follis
Di proprietà di una famiglia torinese, oggi al suo posto c’è l’hotel Montanari.

Villa Gatti
Di proprietà della famiglia Gatti di Ravenna, la villa fu abitata dalla cantante lirica Elisa Porcinai, moglie di Piero Gatti, che ebbe una carriera di successo negli anni venti e trenta del secolo scorso.
La villa ed il parco si sono conservati fino a oggi e si trovano in via Redipuglia.


Villa Lugaresi
L’ingegnere Giovanni Lugaresi (1844 – 1922) per necessità di cure del figlio Erardo (1874 – 1968) soggiornava frequentemente a Bellaria, prima alla borgata e poi presso la famiglia Magnani.
Nel 1869 con il fratello Domenico costruì sulla spiaggia, a poche centinaia di metri dal porto, Villa Lugaresi.
Insieme a quella di Rosetti, che sorge poco distante, fu la prima villa costruita a Bellaria Igea Marina, tutto parte da qui …
Oggi è l’hotel Bristol, già Savoia.


Villa Marenghi, poi villa Azzaroni
Di proprietà della famiglia Marenghi prima e della famiglia Azzaroni poi, fu affittata dall’avvocato Calvi che sposò Andreina Brezzi.
La villa si trovava su via Panzini angolo via Asiago, oggi è stata ristrutturata e trasformata in appartamenti (Villa Paolina)

Villa Maria
In via Rovigno si trovava la villa abitata dalla famiglia Marcianò. Il figlio Pino, medico, esercitava la sua professione a Rimini, dove abitava con la moglie. Nel febbraio del 1944 era entrato nella resistenza, come partigiano della 29ª Brigata GAP. Fu ucciso il 26 settembre 1944, l’ultimo giorno di guerra a Bellaria.
Ad Erardo Pino Marcianò è stata intitolata la piazza della Cagnona.
La villa è stata venduta e completamente ristrutturata.
Villa Mascanzoni
La famiglia è di Ravenna; la villa si trovava sul mare ed aveva un grande parco. Sarà trasformata nella pensione Laura e poi demolita, al suo posto l’hotel Universal.


Villa Melaj, poi hotel Marconi
Il dottor Melaj era di Bologna, su questa villa sorgerà l’hotel Marconi a sua volta demolito e sostituito dal Residence Giardino.


L’hotel Marconi e a sinistra il cinema – teatro Apollo, primi anni sessanta.
Villa Nadiani e villino Nadiani
Villa Nadiani, fu sede della costituzione della “Cassa Rurale di Prestiti e Risparmi di Bellaria-Bordonchio”, avvenuta il 22 marzo 1909, istituto da cui avrebbe avuto origine l’attuale RomagnaBanca Credito Cooperativo BCC. (cit)
Oggi la villa, in stato di abbandono, è ancora visibile accanto al sottopasso di via del Bragozzo, a Igea Marina.
Come si può vedere dalla foto sottostante, la villa, pur essendo lontana dal mare veniva utilizzata nelle cartoline d’epoca dedicate alla città.


Il villino Nadiani fu costruito a poche centinaia di metri dalla villa nei primi anni del Novecento, dopo che la costruzione della ferrovia aveva separato la villa dal mare.
Qui trascorse gli anni dell’adolescenza l’artista Antonio Nadiani (1906-1986), che descrisse le due abitazioni nel suo libro Memorie di un inetto, consultabile sul sito dell’ Album di Bellaria Igea Marina .
Con la lottizzazione del 1923 l’edificio fu ceduto alle Ferrovie dello Stato, che nell’area realizzarono successivamente la Colonia Roma. Il villino venne utilizzato come residenza del direttore e come luogo di rappresentanza della colonia.
Oggi il villino si trova in stato di abbandono ed è di proprietà privata, al pari della Colonia Roma e della pineta circostante.

– © album di Bellaria Igea Marina


Villino Nardi (poi Gemma)
Si trovava di fianco al villino Reggiani


Villino Nora
Questo piccolo edificio esisteva nel 1910 quando fu acquistato dalla famiglia Tentoni di Bologna. Oggi villa e parco sono sostanzialmente immutati.

Villino Odolena
Il Villino Odolena sorgeva nel centro di Igea Marina, di fronte alla chiesa. Costruito nei primi decenni del Novecento in uno stile ancora ottocentesco, era caratterizzato da una piccola torretta panoramica e da un ampio giardino. Il nome ricordava Odolena Voda, località dell’attuale Repubblica Ceca dove, nel 1945, era caduto combattendo contro i nazisti il fratello della proprietaria.
Il villino è stato demolito nel 2026, al suo posto una nuova abitazione. Fonte: Carlo Rolle – Facebook

Villa Panzini (la Casa Rossa)
La villa dove lo scrittore Alfredo Panzini abitò con la moglie Clelia e i figli. Dopo un accurato restauro dal 2007 è un museo comunale aperto al pubblico le sere d’estate.

La costruzione di Casa Panzini, detta Casa Rossa per via dell’intonaco esterno, risale al 1906, quando lo scrittore, incoraggiato dai proventi delle prime opere letterarie, decise di fabbricarsi un villino a Bellaria, dove da anni si recava in villeggiatura con la famiglia, ospite di contadini e pescatori. L’abitazione a due piani, più uno interrato, è situata al confine nord di Bellaria Igea Marina in zona Cagnona, sul viale parallelo alla linea ferroviaria Rimini-Ravenna, che porta oggi il nome dello scrittore. All’epoca era l’ultima casa del paese, solitaria e immersa nella natura, disturbata soltanto dal passaggio del treno.
Per il fatto di essere edificata su una duna assunse un aspetto monumentale rispetto all’edilizia rurale del luogo, tanto da essere chiamata in dialetto locale “e palàz” (il palazzo). La sua architettura semplice si riallaccia alle case cantoniere (come la definì lo scrittore Antonio Baldini) e ricalca l’aspetto sobrio dei villini per le vacanze costruiti a Bellaria in quegli anni. Oltre alla costruzione principale, sulla proprietà si trovava una dependance, che Panzini riservava agli ospiti, e un ampio parco-giardino con vegetazione mediterranea, mentre al di là del fossato si estendeva il piccolo podere di Finotti, il contadino “prediletto” dallo scrittore.
La Casa Rossa non era soltanto la residenza delle vacanze estive della famiglia – che, in effetti, vi risiedeva anche in altri periodi dell’anno –, ma pure il laboratorio artistico della scrittore e il presidio amministrativo delle sue proprietà terriere; un punto d’osservazione privilegiato del mondo rurale, che funge da scenario di tanta parte della sua narrativa. In estate la Casa Rossa diventava l’epicentro della vita culturale del territorio, grazie alle visite di importanti letterati e artisti, tra cui Alfredo Oriani, Marcello Dudovich, Marino Moretti, Renato Serra, Filippo De Pisis, e agli incontri organizzati dalla moglie Clelia Gabrielli, raffinata pittrice, di cui si possono ancora ammirare nelle stanze della casa alcuni dipinti. Fino all’autunno del 1938, l’anno che precedette la sua morte, Panzini trascorse alla Casa Rossa i periodi più lieti, ispirati e significativi della sua vita di uomo e di scrittore.
La Prima guerra mondiale infranse la quiete del “rifugio bellariese” di Panzini: nel 1917, dopo la ritirata di Caporetto, fu requisita dalle autorità insieme ad altre case di Bellaria Igea Marina per ospitare i profughi provenienti dal Veneto.
Anche le vicende belliche della Seconda guerra mondiale interessarono la casa: nel 1944 venne bombardata dalle armate tedesche in ritirata e da quelle anglo-americane che avanzavano. Miracolosamente, malgrado la sua posizione, fu soltanto scalfita.
Nel 1976, i figli vendono la casa a privati. Dopo lunghe trattative, nel 2004, grazie a una precedente convenzione stipulata con la Fondazione Carim, che stanzia la cifra necessaria all’acquisto della casa, del parco e delle pertinenze, la Casa Rossa diventa finalmente di proprietà del Comune e dei suoi cittadini. Il restauro, eseguito nel 2006 sotto la guida dell’architetto Maria Giovanna Giuccioli, riporta alla luce, grazie a una paziente scialbatura, le originarie pitture parietali. Una volta completato anche l’allestimento museale, affidato a Claudio Ballestracci, la Casa Rossa è stata finalmente aperta al pubblico nel giugno 2007 con la mostra “Carte all’aria!”. Tratto da http://www.casapanzini.it/it/museo.html
Villa Pazzaglia, poi villa Ceretti
Imponente costruzione in riva al mare, oggi al suo posto l’hotel Villa Furia

Villino Pulga
La famiglia Pulga era di Bologna, la casa era rossa con due cuspidi laterali.

Villino Quadrelli

Villa Raffi
La proprietà andava dalla chiesa della cagnona al mare, poi tagliata dalla strada e dalla ferrovia. La villa era a monte della ferrovia, i proprietari erano di Ravenna.
Non esistono foto, la villa oggi non esiste più.
Villa Reggiani
Grande villa con un vasto parco che si trovava in via Italia, di proprietà della famiglia Reggiani di Roma.
Distrutta in parte dai tedeschi durante la guerra, negli anni seguenti la proprietà fu venduta e oggi al suo posto sorgono condomini e alberghi.
“La proprietà Reggiani andava dall’attuale albergo Nizza fino al mare; c’era un parco molto esteso e con molto verde. C’era il grande palazzo patronale del commendator Reggiani, prefetto di Roma (?), e la casina per il custode. E’ in quel palazzo che è nato il partito comunista italiano di Bellaria” (ricordo di Odo Fantini)

Villa Restori, oggi Villa Albertosi
Acquistata all’asta dalla famiglia Restori nel 1908, in precedenza apparteneva ai conti Magni di Forlì. Si trova in via F.lli Cervi vicino al parco Pironi.

Villa Ricci
“La villa Ricci sorgeva in fondo a via Abbazia sulla sinistra, dopo le dune sul mare. Era una villa molto bella, di color rosso con gli ornamenti bianchi. Apparteneva ad una famiglia ricca e il signor Ricci aveva terreni agricoli e la fornace vicino al cimitero tra San Mauro Pascoli e Savignano” Ricordo di Odo Fantini.
Fu fatta demolire dal comando militare tedesco durante gli anni della guerra.

Villa Rivalta
La villa in una cartolina del 1910 circa.

Villa Ronzani
Di proprietà della famiglia Ronzani di Bologna, titolare dell’omonima ditta produttrice della birra Ronzani.
Oggi al suo posto il condominio Las Vegas, in via Pirano.
Villa Rosetti o villa Buenos Aires
La villa di Emilio Rosetti (1839–1908), costruita nella seconda metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, fu, insieme a Villa Lugaresi, una delle prime ville di Bellaria.
Si trovava all’angolo tra via Pascoli e via Panzini a mare della ferrovia, dove oggi sorge l’hotel Imperiale.
La villa ospitava bellissime e fantasiose feste, puntualmente raccontate dai giornali dell’epoca, e accoglieva importanti personalità tra cui Ernesto Teodoro Moneta, unico Premio Nobel italiano per la Pace (1907), fratello della moglie di Rosetti.
Emilio Rosetti, ingegnere e matematico italiano, fu protagonista della ricerca tecnico-scientifica in Argentina e, al suo rientro in patria, attento studioso e cultore della storia locale. Tra le sue pubblicazioni, La Romagna. Geografia e storia per l’ing. Rosetti (1894) rimane ancora oggi un punto di riferimento per gli studi storico-geografici di fine Ottocento.
Oggi la villa è diventata l’Hotel Imperiale, ma passeggiando su viale Panzini si può ancora vedere il cancello originale con la scritta “Buenos Aires”.


Villa Rossi
La proprietà, della agiata famiglia Rossi di Bologna, era molto grande andava da via Panzini al mare.
La casa patronale era direttamente sul mare. Oggi al suo posto c’è l’hotel Mexico (inaugurato nel 1968), un piccolo giardino pubblico e altre costruzioni.

Villa Saporetti
Edificata negli anni trenta si trovava in via Gorizia.
A Bellaria visse e morì il 4 ottobre 1909 il pittore Edgardo Saporetti, padre del proprietario della villa l’ufficiale di Cavalleria Achille Saporetti.
La casa era piena di quadri, libri e casse di argenteria che furono razziati nella seconda guerra mondiale dai soldati tedeschi in ritirata.
La casa fu venduta, oggi al suo posto sorge l’albergo Adriana.
Villino Spada

Villa Testoni
Di proprietà di una famiglia milanese era una grande villa con un immenso parco.
Oggi al suo posto l’hotel Amarissimo e il condominio Pellicano in via Pirano.

Villino Trevisani

Villa Valducci
Costruito verso la fine del XIX secolo, l’edificio passò dalla famiglia Semprini ai Valducci. Questi ultimi edificarono l’Hotel Locanda delle Dune nel parco circostante. Oggi la proprietà è stata venduta ma l’immobile si conserva immutato.


Le voglio raccontare un episodio.
ricordo di Odo Fantini
D’estate si vendeva l’Unità sulla spiaggia. Una volta accadde che il bambino (Aldo Carnevali) che girava con la cassetta di giornali,
tornò a casa piangendo. Cos’era successo?
Guidobaldo Valducci, mentre stava passeggiando in riva al mare insieme al giornalista Indro Montanelli, gli aveva strappato la cassetta buttando a terra i giornali. La sera esco di casa e mi metto alla ricerca di Guidobaldo ( titolare dell’Hotel Villa Delle Dune ). Ad un certo punto lo incontro in via Fratelli Cervi (che al tempo era una strada bianca) insieme a Montanelli. Gli chiedo conferma di quanto mi aveva raccontato il bambino, e lui mi dice che le cose erano andate proprio così. Non c’ho visto più: gli ho dato un pugno in faccia, gli sono saltato addosso e siamo rotolati nel fosso dove ho continuato a colpirlo. Montanelli era rimasto immobile sul ciglio della strada e a quelli che erano con me ho detto: “Guardate a quello (Montanelli) che non si muova”. Alla fine, col volto insanguinato, Guidobaldo si è diretto in piazza Marcianò dove c’era un locale nel quale si ballava all’aperto, il “Rimbalzello”. Si presenta tutto sporco di sangue, fa il saluto romano e dice: “Questa è opera dei comunisti.” …..
E come andò a finire ?.
Andò a finire che con Valducci sono poi diventato amico e nella lotta di liberazione ha aiutato, pur essendo un monarchico, noi comunisti.
Villino Zanoli

Per chi volesse approfondire
- Ville e villette di Bellaria Cagnona, dai ricordi di Rosina Cesari – a cura di Giorgia Lazzari, 2012. Ricco di fotografie e aneddoti, è consultabile presso la biblioteca comunale.
- Archivio online: molte notizie e foto dei villini si trovano su: bellariaigeamarina.albumdi.it
- Video-documentario “I Signur (i signori). Bagnanti e relazioni di ospitalità alla Cagnona (1930 – 1940)”. Realizzato dal Laboratorio di documentazione e ricerca sociale del Comune di Bellaria Igea Marina nell’ambito del progetto Culture del Mare (a cura di Gualtiero Gori, post-produzione di Alessio Fattori, 2007).
👉 Guarda il video su Album di Bellaria Igea Marina
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