Un viaggio tra mappe, carte militari e catastali, dal Cinquecento ai giorni nostri, alla scoperta del territorio di Bellaria Igea Marina. Man mano che ci si avvicina all’età contemporanea compaiono i toponimi che ancora oggi caratterizzano il nostro territorio e, nelle carte più recenti, sono visibili vie, piazze, edifici che disegnano la città odierna.
1561- la carta di Giacomo Castaldi
Giacomo Gastaldi (1500 ca. – 1566) fu un importante cartografo veneziano di origine piemontese. Gli furono attribuite centonove carte geografiche, in cui rappresentò praticamente tutto il mondo allora conosciuto.
Nel 1561 realizzò una mappa dell’Italia molto più precisa delle precedenti, che costituirà il modello per le future rappresentazioni cartografiche della penisola.

In questa mappa compare per la prima volta Bellaria, indicata come c. belaire (castello di Bellaria). E’ significativo che, in una carta che rappresenta l’Italia intera e che non scende nei dettagli del territorio, tra Rimini (Rimano) e Ravenna (Ravena) compaia Bellaria.
Il toponimo “castello di Bellaria” si riferisce al castello di proprietà della famiglia Malatesta, situato lungo il lato sinistro del fiume Uso, non lontano dalla foce e non rappresentato nella mappa di Gastaldi. La famiglia Malatesta legò le proprie vicende a quelle del castello per oltre un secolo: nel 1412 vi ospitò per una notte Papa Gregorio XII. Il mio articolo che racconta la storia del castello di Bellaria lo trovate qui.

1570 – la carta di Abraham Ortelius
Nella prima edizione del suo Theatrum Orbis Terrarrum, la celebre raccolta di mappe pubblicata con grande successo tra il 1570 e il 1612, Abraham Ortelius inserisce la carta geografica dell’Italia “Italiae novissima descriptio avtore Iacobo Castaldo Pedemontano“. In essa riprende, citandola, l’opera di Giacomo Gastaldi.
Qui potete ammirare la carta in alta risoluzione (cortesia University of Washington Libraries)

1580 / 1585 – Bellaria nella Galleria delle carte geografiche del Vaticano
La successiva apparizione di Bellaria su una carta geografica è spettacolare: si trova negli affreschi che adornano la “Galleria delle Carte Geografiche” il lungo corridoio dei Musei Vaticani (120 metri di lunghezza e sei di larghezza) che conduce alla Cappella Sistina.
La Galleria, commissionata da papa Gregorio XIII, fu realizzata tra il 1580 e il 1585. Gli affreschi furono realizzati da artisti italiani e fiamminghi sotto la direzione di Ignazio Danti, matematico, astronomo e cosmografo.
All’Emilia Romagna sono dedicate quattro carte. Nella carta Flaminia (3,20 m per 4,20 m) compare Bellaria indicata come Bel’aere.
Alla foce del fiume Uso, indicato come Luso, si legge l’iscrizione “Porto di Bel’aere”, accompagnata dal disegno di un uomo in barca.
Per la prima volta compaiono: Castellabate (C. dell’Abate V.) e Bordonchio con la chiesa di San Martino.
È raffigurata, senza didascalia, anche la chiesa di Santa Margherita di Bellaria Monte, visibile alla sinistra del fiume Uso, sopra il drago che simboleggia i territori riconquistati dalla Chiesa.
In prossimità del mare si distinguono due edifici: una torre alla sinistra del fiume Uso — non identificabile — mentre l’edificio alla destra del fiume dovrebbe essere l’hosteria della Smirre, come ritroveremo nella carta Romagna olim Flaminia.
La via che da Rimini corre lungo la costa e attraversa Bellaria è la Popilia, corrispondente in buona parte all’attuale via Ravenna.


1596 – la carta di Théodore de Bry
Théodore de Bry (1528‑1598) fu un celebre editore, tipografo e incisore belga. In una sua incisione dedicata all’Italia, pubblicata da J.J. Boissard nel volume Romanae Urbis Topographiae & Antiquitatum (1597), compare nuovamente Bellaria, indicata come Balaera, tra Rimini e Cervia.


1598 – Romagna olim Flaminia
In quest’anno prende forma la celebre carta Romagna olim Flaminia (Romagna, un tempo detta Flaminia), destinata a costituire per oltre un secolo un fondamentale modello cartografico della regione. L’autore, Giovanni Antonio Magini (Padova, 1555 – Bologna, 1617), astronomo, astrologo, matematico e cartografo, applicò alla sua realizzazione i più aggiornati criteri scientifici del tempo. La mappa si inserisce nel più ampio progetto dell’Atlante d’Italia, opera che sarà data alle stampe solo nel 1620 dal figlio Fabio, dopo la morte del suo ideatore.

In questa carta troviamo indicate :
- Belliare – rara variante toponomastica di Bellaria
- Bordocchio (Bordonchio)
- C. dell’abbate (Castellabate)
- Plusa F. – il fiume Uso
- Host.a – indica, per la prima volta, l’hosteria della Smirre

Nell’edizione del 1608, pubblicata da Johann Baptiste Vrients nel Theatrum Orbis Terrarum, troviamo Bellaria indicata come Bell’aere.
Questa raffinata ed importante mappa della Romagna è presente solo nelle due ultime edizioni del Theatrum risultando così una delle più rare e ambite carte della zona.

1694 – compare la Torre Saracena
Nel 1694 viene pubblicata la carta Legatione della Romagna, realizzata dall’abate Filippo Titti. La carta appartiene al secondo dei due volumi che formano l’atlante Mercurio Geografico.

In questa carta troviamo:
- Bell’Aria – ennesima variante toponomastica per Bellaria
- Bordonchio
- Cast. dell’Abb (Castellabate)
- Torre – per la prima volta viene indicata su una carta la Torre Saracena, costruita nel 1673.
- Ostaria – è l’osteria della Smirre, sempre indicata alla destra del fiume
- Rubicone Fl – è il fiume Uso, qui indicato come Rubicone …

1706 – la prima carta con Bellaria come la scriviamo oggi

La carta Diocese di Rimini nella Romagna, realizzata nel 1706 da Vincenzo Coronelli, fu pubblicata a Venezia dall’Accademia Cosmografica degli Argonauti. Orientata con l’ovest in alto, la carta mostra l’estensione territoriale della Diocesi di Rimini. La particolarità più interessante è che vi compare Bellaria nella forma con cui la scriviamo oggi: è la prima testimonianza cartografica.
In questa carta il fiume Uso è indicato come Rubicone, l’Osteria si trova alla destra del fiume ed è presente un ponte. (dei ponti di Bellaria Igea Marina ne ho parlato qui)

1733 – La prima volta della Cagnona


Nel libro De Vero Rubicone di Giovanbattista Braschi, pubblicato nel 1733, compaiono due carte realizzate per dimostrare che il fiume Pisciatello sarebbe il vero Rubicone.
Per la nostra zona queste carte sono particolarmente importanti perché vi compare per la prima volta il toponimo Cagnona.
Ritroviamo anche Bordonchio (P. Bordonchij) e il fiume Uso (Aprusa volgarmente detto Lusus).
Le due carte sono: la Tabula Chorografica contines tractum romandiole a ravenna usque ad Ariminum (sopra) e la Tabula Potamo- Graphicha exhibens cursum fluminis Rubiconis (a sinistra)
In basso l’illustrazione della Cagnona in una mappa topografica del 1734 1

1774 – Il catasto Calindri: si entra nel dettaglio della città
Nel 1755 la Congregazione del Buon Governo approvò la formazione di un nuovo catasto per il territorio riminese. Entrato in vigore nel 1774 questo catasto è noto come Calindri, dal nome del geometra Serafino Calindri, incaricato della sua realizzazione. Le mappe relative a contado e bargellato — la fascia di campagna immediatamente circostante alla città — sono conservate presso l’Archivio di Stato di Forlì.
Il territorio è suddiviso in “particelle” o “mappali”, porzioni minime di terreno identificate da un numero progressivo e collegate a un registro, il Brogliardo, che descrive il proprietario, la destinazione d’uso e la rendita di ogni particella. Questo sistema consente di ricostruire con precisione la disposizione dei terreni e la loro proprietà.
La mappa seguente si è rivelata particolarmente utile per individuare la posizione del Castello dei Malatesta a Bellaria (32); nelle immediate vicinanze si riconosce anche la chiesa di Santa Margherita (31).

1806 – La mappa della Diocesi di Rimini
Questa mappa2 è molto interessante perché ci mostra una rappresentazione, sia pur stilizzata, di cinque importanti luoghi nel territorio di Bellaria:
- Castell’Abate e la chiesa di Bordonchio (Bordonchia) posti lungo la via Popilia, l’attuale via Ravenna;
- Donegalia;
- La chiesa di Santa Margherita (C. di Bellaria);
- Il Castello di Bellaria: unica rappresentazione conosciuta del castello malatestiano;
- La torre di Bellaria, situata in prossimità del mare, alla sinistra della foce del fiume Uso (F. Luso)
La mappa, di dimensioni pari a cm 110 × 65, è conservata presso il Museo della Città di Rimini.

1816 – una mappa catastale della zona a sud del fiume Uso 3
Questa mappa — La possidenza del Signor Conte Daniele Felici situata nella Parocchia di Bordonchio — è particolarmente interessante per la ricchezza dei dettagli che ci svela. Rappresenta com’era agli inizi dell’800 l’area a sud del fiume Uso, qui indicato come Rubicone, e consente di leggere con chiarezza alcuni elementi importanti del territorio:
- Spicca innanzitutto la presenza di tre strutture di grande importanza per la storia di Bellaria Igea Marina : il ponte sul fiume Uso, l’osteria e la Torre Saracena, indicata più correttamente come “Torre di Bellaria”
- È ben riconoscibile la “strada maestra”, l’antica via Popilia, corrispondente all’attuale via Ravenna, asse viario principale dell’area.
- Infine, la mappa documenta la presenza di due strade che correvano lungo il fiume: sulla sinistra la strada che collegava l’osteria alla Torre Saracena; sulla destra la strada denominata “strada pubblica militare”, con tanto di arginetto per proteggere dalle inondazioni del fiume.

1851 – la prima carta moderna
Questa “Carta Topografica dello Stato Pontificio e del Gran-Ducato di Toscana” realizzata dall’Istituto Geografico Militare austriaco nel 1851 rappresenta la prima carta moderna del nostro territorio, basata su osservazioni di carattere scientifico. Nel foglio G9 è raffigurato il tratto di costa compreso tra Rimini e Cesenatico, insieme al relativo entroterra.
Questa carta offre, come detto, una rappresentazione moderna del nostro territorio, caratterizzata da una notevole precisione dei dettagli. Sono ben riconoscibili il reticolo delle strade, degli scoli e delle fosse (Matrice e Vena), così come l’osteria di Bellaria e la località della Cagnona, indicata come Cagnone. Il corso del fiume Uso è tracciato con grande precisione, con la foce ancora orientata verso sud.
Le abitazioni, rappresentate in forma schematica, si concentrano soprattutto al di sotto della via Ravenna: nell’area dell’odierna Borgata Vecchia, sul lato sinistro della foce dell’Uso e alla Cagnona, in un tratto compreso tra le attuali via Parenzo e via Pisino. Sono inoltre presenti le case coloniche sparse nella campagna, mentre la zona a sud dell’Uso appare quasi completamente disabitata.
![[San Marino - Rimini]. K.K.Militärisches Geographisches Institut, 1851.](https://www.claudiopasolini.it/wp-content/uploads/2026/01/1851-fogli-F8-F9-G9-Carta-topografica-dello-Stato-Pontificio-.-Universita-Vienna-dettaglio-fb.jpg)
1866 – La carta topografica della provincia di Forlì
Questa carta4 non introduce novità sostanziali rispetto a quella del 1851, ma la pubblico comunque perché non è di facile consultazione.

1911 – La carta IGM — f 101 Bellaria : arriva Igea Marina
Questa carta dell’Istituto Geografico Militare ci offre molte informazioni, molte delle quali ancora riconoscibili nel paesaggio attuale. Tra gli elementi più significativi spicca la presenza della linea ferroviaria Ravenna–Rimini, inaugurata nel 1886.
Per facilitare la lettura dei dettagli, suddivido la carta in due parti: a sud e a nord del fiume Uso.
A sud dell’Uso
- Compare Igea Marina — indicata come Igiea Marina, forma arcaica — fondata da Vittorio Belli nel 1906. Sono già presenti le vie Virgilio e Tibullo, che si diramano da via Ennio in prossimità del mare, insieme alle prime costruzioni della lottizzazione Belli.
- Dalla strada che parte dalla chiesa di Bordonchio si raggiunge Pal.zo Spina, l’attuale Castello Benelli.
- È ancora riportato Castellabate.
- La foce del fiume Uso (ancora indicato anche come Rubicone) è rivolta verso sud.

A nord dell’Uso
- Lungo la ferrovia compare la stazione (1)
- E’ riconoscibile il nucleo della futura piazza Matteotti (2) con via Torre che conduce al fiume Uso.
- Alla Borgata (3) c’è ancora il vecchio ponte in legno che univa Bellaria a Igea Marina
- A mare della ferrovia compaiono diversi villini, sono indicati i due più significativi: i villini Rosetti e Lugaresi.

1933 e 1940 : si entra nel dettaglio di Bellaria
Con le due cartine successive entriamo nel dettaglio del territorio di Bellaria.
La prima cartina è stata pubblicata nel 1933 dal Touring Club Italiano all’interno della pubblicazione “Guida pratica ai luoghi di soggiorno e di cura d’Italia“.
A pagina 100 troviamo una cartina di Bellaria molto semplificata, ma ricca di spunti interessanti:
- Viale Nettuno è l’odierna via Alfredo Panzini.
- Viale al Mare oggi è via Pascoli.
- Via al Rubicone è oggi via Italia (sul mare è rappresentata la piattaforma Italia).
- Il fiume Uso è ancora chiamato Rubicone… e qui ci fermiamo per non entrare in una querelle infinita.
- La chiesa che si vede lungo Viale Nettuno, alla destra di Viale al Mare, è la chiesina Giovannini; la chiesa del Sacro Cuore di Bellaria centro sarà costruita solo nel 1936.
- Manca il ponte del porto, che sarà costruito proprio in quell’anno.
- Tutta la zona di Igea Marina non è considerata.
Nella guida è inoltre presente un elenco degli alberghi di Bellaria Igea Marina esistenti in quel periodo, li potete vedere qui.
Sulla cartina sono indicati, con un numero, i seguenti alberghi e pensioni:
- Pensione Bartolini (6)
- Pensione Capanni Paolo (4)
- Pensione Petrucci Michele (8)
- Albergo Miramare (5)
- Pensione Marconi Francesco (9)
- Pensione Villa Tina (3)
- Pensione Bologna (7)
- Pensione Modena (1)
- Pensione Belvedere (2)


La cartina qui sopra è un riquadro di una carta di Rimini in scala 1:15.000, pubblicata nel 1940. È conservata presso l’Archivio di Stato di Rimini.
Ho capovolto la cartina per permettere un confronto diretto. Le principali differenze e curiosità sono:
- la presenza del ponte carrabile, adiacente al ponte della ferrovia, che collega Igea Marina e Bellaria.
- è curioso che la piazza centrale venga indicata come piazza V. Guidi quando era comunemente conosciuta come piazza Vittorio Emanuele
- Via Pascoli — nella cartina superiore indicata come via al Mare — risulta ora collegata alla via Ravenna.
- Via al Rubicone diventa via Italia
note
- Domenico Maria Viani – 1734 – Mappa Topografica delle Terre esistenti sotto la Strada Maestra che da Rimino va a Ravenna, denominata Staggi o recessi di Mare situata in loco detto la Grancia nella contrada di Bellaria – Cagnona ↩︎
- “Dimostrazione della Mappa Topografica della Diocesi di Rimini, ove sono indicate tutte le Parrocchie, l’attuale Cantone di Rimini, ed altre Chiese, li Confini dell’antica e presente Diocesi, e finalmente la Pianta di questa Città di Rimini” da — Rimini : Città come storia. volume 1 – Giorgio Conti, Pier Giorgio Pasini ; prefazione di Sergio Zavoli — Rimini : Giusti, 1982 ↩︎
- Archivio di Stato di Rimini, Rimondini, ASRi carteggio generale, busta 338 ↩︎
- Monografia statistica, economica, amministrativa della provincia di Forli, 1866 – vol 1 – consultabile presso la biblioteca Classense di Ravenna ↩︎

